sabato 31 ottobre 2009

...pausa blog...

2:38 ... APPENA tornato a casa ... MA il sonno non viene ...

E ALLORA lascio questo breve post...

...per qualche giorno... il blog andrà in pausa...

...per qualche giorno... i pensieri non saranno "al vento" ... ma rivolti al reparto di rianimazione dell'ospedale ...

CON la speranza che il telefono NON squilli ... per ulteriori emergenze ...

giovedì 29 ottobre 2009

...secondo volto nella Plaza...

L’immagine di Ernesto ‘Che’ Guevara non è più la sola sulla Plaza de la Revolucion a La Havana …

... da qualche giorno c’è anche il volto di un altro leader che ha combattuto accanto a Fidel Castro, Camilo Cienfuegos, scomparso in un incidente aereo 50 anni fa, il 28 ottobre del 1959.

A pochi metri dal volto del ‘Che’, che si trova su un muro del palazzo che ospita dal 1993 il Ministero dell’Interno, è stata posta della stessa grandezza l’immagine di Camilo Cienfuegos, sulla facciata del Ministero delle Telecomunicazioni.

Se sotto l’immagine del ‘Che’ c’è la scritta ”Hasta la victoria siempre”, sotto quella di Cienfuegos si legge ”Vas bien Fidel” (Vai bene Fidel), in ricordo della risposta alla domanda ricorrente che Fidel gli faceva, "Vado bene, Camilo?".



Cienfuegos, nato nel 1932, era conosciuto come "Il Comandante del Popolo".

Si era unito a Fidel in Messico ed era stato uno dei membri della spedizione dello yacht Granma, che sbarcò a Cuba nel dicembre 1956 per iniziare la lotta contro Fulgencio Batista sulle montagne della Sierra Maestra (est).

La sua popolarità aveva addirittura fatto ombra a quella di Fidel ... e al trionfo della Rivoluzione, il primo gennaio 1959, Castro lo aveva nominato Capo dello Stato Maggiore dell’Esercito Ribelle.

Cienfuegos scomparve in un incidente aereo, secondo la versione ufficiale, mentre tornava da Camaguey (est dell’isola) a La Havana il 28 ottobre del 1959. Né i suoi resti né quelli dell’aereo sono stati mai trovati.

...pensiero al vento...
figura leggendaria ... de la Revolution ... celebrata nel 50nario della sua morte ...

ED ECCO le foto ... dell'amico Marco Gargiullo "Cubanite" ...

... ancora la Plaza, e poi un lancio di corone a mare ... sul Malecon ...





...la macchina del "sistema"...

Senza entrare nei dettagli dettati dagli scandalisti di Corte



Senza entrare nel “banalismo” … che “almeno Lui” … il Re … "va con le donne" …


Parlare del pre-e-post scandalo Marrazzo … porta a qualche riflessione, sapientemente sintetizzata in “quadretti”, in un commento apparso su La Repubblica in questi giorni …


Nel primo quadro, bisogna riscrivere con parole più adatte quel che sappiamo.


ReSilvio - proprietario del maggior gruppo editoriale del Paese - allerta il Governatore laziale "di sinistra" che il direttore di una sua gazzetta di pettegolezzi (Chi) ha in mano un video che lo compromette. Glielo ha detto la figlia (Marina, presidente di Mondadori).

A questo punto, il Re potrebbe consigliare all'altro uomo di governo di non perdere un minuto e di denunciare il ricatto all'autorità giudiziaria. Nemmeno per sogno. Il Re indica all'altro attraverso chi passa il ricatto, ne fornisce indirizzo e numero di telefono: che il Governatore si aggiusti le cose da solo mettendo mano al portafoglio e "ritirando la merce dal mercato", come pare si dica in questi casi.

È la pratica di uomini che governano senza credere né alla legge né allo Stato, né in se stessi né nella loro responsabilità.

Nella fogna-italica la legalità è un’opzione, mai un dovere, e quindi l'argomento diventa trascurabile. Trascuriamolo (per un attimo solo) e immaginiamo che Marrazzo fosse riuscito nell'impresa di ricomprarsi quel video.


È il secondo quadro. Vediamo che cosa accade a questo punto. Piero Marrazzo annuncia la sua seconda candidatura al governatorato. Si vota in marzo ... ma il candidato "di sinistra" è consapevole che il suo destino politico e personale è nelle mani del leader della coalizione "di destra". In qualsiasi momento, quello può tirare la corda e rompergli il collo.

A quel punto, a chi appartiene la vita di Piero Marrazzo? A se stesso, alle sue decisioni politiche, ai suoi comportamenti privati o alla volontà e alle strategie dell'antagonista?

È una condizione di vulnerabilità politica che dovrebbe consigliargli la piena trasparenza a meno di non voler diventare un burattino. Al contrario, Marrazzo tace e tira avanti. Scoppia lo scandalo e mente ("È una bufala", "Non c'è alcun video").

Lo scandalo diventa insostenibile e ancora rifiuta la responsabilità della verità: non dice dell'avvertimento di ReSilvio; non dice come si procura il denaro che gli occorre per le sue scapestrate avventure. Tutte buone ragioni per le dovute dimissioni? … perché non era certo sufficiente l'ipocrita impostura dell'autosospensione? CERTO, ma quel che è accaduto al Governatore laziale ci mostra in piena luce come funziona "una macchina".

È il terzo quadro. Al centro della scena, i direttori delle testate di proprietà del ReSIlvio (o da lui influenzate). In questo caso, Alfonso Signorini, direttore di Chi, già convocato d'urgenza da una vacanza alle Maldive per confondere, con una manipolazione sublunare della realtà, il legame del Re con una minorenne.


Signorini spiega come vanno le cose a Corte: ... direttamente con le redazioni o, indirettamente, da strutture esterne o da chi vuole qualche euro facile - i direttori raccolgono fango adatto a un rito di degradazione.

Una volta messa al sicuro la poltiglia del disonore (autentica o farlocca, a costoro non importa), il direttore avverte i vertici del gruppo, l'amministratore delegato e il presidente. Che si incaricano di informare il Re.

A questo punto, il Re è padrone del gioco. Pollice giù, e scatta l'aggressione. Pollice su, e il malvisto finisce in uno stato di minorità civile.

VEDI anche l’accaduto al giudice Mesiano, spiato dalle telecamere di Canale5.


Il Re addirittura annuncia l'imboscata: "Presto, ne vedremo delle belle".


VEDI cosa accade al direttore dell'Avvenire, Dino Boffo, colpevole di aver dato voce all'imbarazzo delle parrocchie per la vita disonorevole del Re.


VEDI cosa accade al presidente della Camera, Gianfranco Fini, responsabile di un cauto e motivato dissenso politico.


VEDI cosa accade a Veronica Lario, moglie ribelle.


A BEN VEDERE, anche oggi al ministro dell'Economia che può intuire sul giornale del premier qualche avvertimento. Suona così: "Tremonti in bilico"; "Se Tremonti va, Draghi arriva".


ALLORA C'E’ DA CHIEDERSI: quanti attori del discorso pubblico sono oggi nella condizione di sottomissione che anche Marrazzo era disposto ad accettare?

Quarto e ultimo quadro, allora. Non viviamo nel migliore dei mondi. La personalizzazione della politica (e la sconfitta di ogni forma di confronto basato su idee e ideologie) ha cambiato ovunque le regole del gioco e il fattore decisivo di ogni competizione è la proiezione negativa o positiva dell'uomo politico - e della sua affidabilità - nella mente degli elettori.


È la ragione che fa del "killeraggio politico - scrive Manuel Castells (Comunicazione e potere) - l'arma più potente nella politica mediatica".


I metodi sono noti.


Si mette in dubbio l'integrità dell'avversario, nella vita pubblica e in quella privata. Ricordate che cosa accade a McCain e Kerry ?


Si ricordano agli elettori, "in modo esplicito o subliminale", gli stereotipi negativi associati alla personalità del politico, per esempio essere nero e musulmano in America. È la lezione che affronta Barack Obama. Si distorcono le dichiarazioni o le posizioni politiche. Si denunciano corruzione, illegalità o condotta immorale nei partiti che sostengono il politico. Naturalmente, le informazioni distruttive si possono raccogliere, se ci sono; distorcerle, se appaiono dubbie o controverse; fabbricarle, se non ci sono.


È uno sporco lavoro, che ha creato negli Stati Uniti, dei professionisti. Uno di loro, Stephen Marks, consulente dei repubblicani, ha raccontato in un libro (Confessions of a Political Hitman, Confessioni di un killer politico) il suo modus operandi.


È interessante riassumerlo:


"Passo I, il killer politico raccoglie il fango. Passo II, il fango viene messo in mano ai sondaggisti che determinano quale parte del fango arreca maggior danno politico. Passo III, i sondaggisti passano i risultati a quelli che si occupano di pubblicità, che passano i due o tre elementi più dannosi su Tv, radio e giornali con l'intento di fare a pezzi l'avversario politico. Il terzo passo è il più notevole. Mi lascia a bocca aperta l'incredibile talento degli addetti ai media... quando tutto è finito, l'avversario ha subito un serio colpo, da cui non riesce più a riprendersi".

Qui, quel che conta è la  segmentazione del lavoro e soprattutto "l'incredibile talento degli addetti ai media" perché devono essere i più abili e i più convincenti. I media, negli Stati Uniti, non sono a disposizione della politica e per muoverli occorre "provocare fughe di notizie rimanendo al di fuori della mischia", offrire "merce" che regga a una verifica, a un controllo, che sia significativa e in apparenza corretta anche quando è manipolata.

In Italia, non esiste questo scarto.


Non c'è questa fatica da fare perché non c'è alcuna segmentazione della politica mediatica.


Uno stesso soggetto (il Re) ordina la raccolta del fango, quando non lo costruisce. Dispone, per la bisogna, di risorse finanziarie illimitate; di direzioni e redazioni; di collaboratori e strutture private; di funzionari disinvolti nelle burocrazie della sicurezza, magari di "paesi amici e non alleati". Non ha bisogno di convincere nessuno a pubblicare quella robaccia. Se la pubblica da sé, sui suoi media, e ne dispone la priorità su quelli che influenza per posizione politica.


È questa la "meccanica" che abbiano sotto gli occhi e bisogna scorgere - della "macchina" - la spaventosa pericolosità e l'assoluta anomalia che va oltre lo stupefacente e noto conflitto d'interessi.


...pensiero al vento...
... quel che c’è stato svelato nei giorni scorsi è un sistema di dominio, una tecnica di intimidazione che mette freddo alle ossa, che minaccia l'indipendenza delle persone, l'autonomia del loro pensiero e delle loro parole.


I più onesti, dovunque siano, dovrebbero riconoscerlo: non parliamo più di trasparenza della responsabilità pubblica, di vulnerabilità, di pubblico/privato. Più semplicemente, discutiamo oggi della libertà di chi dissente o di chi si oppone ... o di chi potrebbe sentirsi intimidito a dissentire o a opporsi al Re.

INSOMMA ... il teorema dei "finti-di-destra" e dei "finti-di-sinistra" ... nella sua più chiara applicazione ...

mercoledì 28 ottobre 2009

...embargo quotidiano...

Il presidente del Venezuela Hugo Chavez ha criticato ieri la società olandese Philips per i problemi che il servizio sanitario del Paese ha incontrato con le sue attrezzature mediche ed ha detto che il governo si riserva il diritto di avviare un'azione legale.



I commenti di Chavez hanno fatto eco a quelli dell'ex presidente cubano Fidel Castro, che il mese scorso aveva accusato Philips di non rispettare un contratto e di minacciare Cuba e Venezuela di tagliare le forniture di attrezzatura medica a causa di pressioni da parte degli Stati Uniti.

"Questi centri di alta tecnologia (sanitaria) ... hanno problemi con le loro attrezzature a causa delle pressioni che il governo Usa sta esercitando su Philips, che non ha completato (il suo contratto) e che ci sta penalizzando", ha detto Chavez durante un incontro di governo trasmesso dalla tv di Stato.

"Naturalmente, ci riserviamo il diritto di intraprendere azioni legali", ha aggiunto, senza fornire dettagli.

Lo scorso settembre, Castro aveva detto che Cuba aveva acquistato attrezzature mediche da Philips e dalla tedesca Siemens nel 2006 per le esigenze dei progetti cubani in corso come quelli in Venezuela ma di non aver ricevuto forniture negli ultimi tre anni.


...pensiero al vento...
SOLO note ... di embargo quotidiano? ...


CERTO, MA COSI, mentre le alte diplomazie si danno lustro declamando il "nuovo" metodo-dialogativo targato Obama ... nei paesi dell'america latina ... Centri Medici e Ospedali vanno in difficoltà ... per il mancato rispetto di contratti già firmati ...

martedì 27 ottobre 2009

...Campania "rifiutata"...

Da INFORMAZIONE LIBERA:

Settanta giorni ancora e poi Bertolaso lascerà il Commissariato per i rifiuti nella regione. Ma se da un lato è stata risolta la grave emergenza dei mesi passati, il problema è ancora lontano dall’ essere risolto.



Era fine settembre quando è riapparso in Campania il fantasma dell’emergenza rifiuti. Lontano dal centro storico hanno ricominciato ad accumulare rifiuti e a dargli fuoco ... in quella che è la più grande catastrofe ambientale a “partecipazione pubblica”.

UN SALTO NEL PASSATO – Ma torniamo per un momento indietro riannodando i fili di quanto veniva annunciato ai media di tutto il mondo.

Era fine marzo quando in pompa magna ReSilvio inaugurava l’inceneritore di Acerra. Quel giorno bastò premere il pulsante rosso che trasportava i rifiuti verso il primo forno e tutto il mondo emise un sospiro di sollievo vedendo sparire di colpo, dopo più di quindici anni, le montagne di rifiuti dalle strade della regione.

Ma quello che tutti ignorano è che quell’ inceneritore si è fermato non appena si sono spente le luci della ribalta. (vedi anche il post ...Acerra è ferma... del 29 Aprile scorso) ... E così ad un mese di distanza dall’inagurazione, le webcam installate dalla struttura di Bertolaso e riportate sul sito emergenzarifiuticampania hanno inquadrato costantemente quei camini spenti. Ogni tanto un po’ di fumo bianco a documentare che tutto l’impianto doveva ancora svolgere i collaudi per diventare totalmente operativo. Le ultime notizie hanno documentato ancora un fermo, negli ultimi dieci giorni, dovuto a non meglio specificati problemi di natura tecnica da risolvere a breve e sempre in attesa di questo fatidico gran collaudo che dovrebbe avvenire tra novembre e dicembre.

I CONTI NON TORNANO - Ma se nel frattempo l’inceneritore arranca, continua imperterrita la produzione di rifiuti da parte della popolazione al ritmo di 7mila tonnellate al giorno.

A questo punto l’unica via di fuga restano le discariche. Ma quella di Savignano Irpino ha già raggiunto la soglia dell’esaurimento e le stime ufficiali parlano di chiusura fissata tra 119 giorni. Sant'Arcangelo Trimonte ne accoglie circa 800-1000 tonnellate al giorno; Terzigno più o meno la stessa quantità, e San Tammaro 1500 tonnellate giornaliere.

Discorso a parte va fatto per la discarica di Chiaiano, dove i flussi prevedono almeno 1000 tonnellate al giorno, ma che è stata costretta a ridurre considerevolmente la quantità a causa degli smottamenti provocati da una frana, secondo quanto denunciato già a metà ottobre.

Notizia che è stata prontamente smentita dal sottosegretario Bertolaso.

Ricordiamo che le discariche sono diventate, in seguito al decreto Maroni sulla Sicurezza, delle aree sottoposte a sorveglianza militare, per cui è molto difficile capire cosa stia davvero succedendo in quella zona. In ogni caso, pur volendo considerare la massima capacità per l’impianto di Chiaiano, è chiaro che l’addizione non torna.

TEMPI STRETTI – E’ molto probabile che lo stesso ReSilvio torni a farsi vivo per fare il punto sulla situazione in Campania. In ballo ci sarebbero le preoccupazioni della struttura del commissariato in previsione del passaggio di consegne già annunciato da Bertolaso in un recente intervento al Senato e del termine del piano di emergenza che, sempre sulle carte governative, è fissato per fine dicembre.


 
Ma facendo un po’ di calcoli sulle reali capacità di smaltimento degli impianti e considerando che ogni frana, ogni smottamento, ogni malfunzionamento del forno ad Acerra, possono diminuirne l’assorbimento, è facilmente intuibile che i tempi per uscire dall’ emergenza stanno traslando di giorno in giorno.
 
Senza contare che la capacità di riempimento delle discariche è a tempo determinato e che, esaurite le attuali, con i numeri della differenziata che non decollano, bisognerà realizzarne delle altre. Ma proprio nella zona già individuata dall’ ex commissario Gianni de Gennaro, quella del Formicoso, divampano le più furiose polemiche sia con le associazioni che con le amministrazioni locali.
 
...pensiero al vento...
Forse non si riprodurrà la grave emergenza passata, ma di sicuro il problema è ancora ben lontano dalla risoluzione. E forse è davvero una strana coincidenza che la fine del mandato commissariale coincida con le elezioni regionali ... QUANDO FORSE toccherà pigiare un "nuovo" pulsante miracoloso !!??!!

domenica 25 ottobre 2009

...musica e relax...

Domenica di Primarie-PD ... che manco voglio commentare più di tanto...

Speriamo solo che da oggi sti finti-di-sinistri ... si diano una mossa ... perchè "ste Primarie" mi somigliano sempre più ai raduni leghisti sulle rive del Po ...

Si maschera CIOE' la difficoltà di avvicinare gente e suoi problemi con "adunate" per dimostrare che "anche noi riusciamo a far fare la fila ai nostri seggi" ... CHE PENA !!!

E ALLORA? ... meglio ascoltare un pò di buona nusica ... NOMADI? ... SI, pescando qualcosa che non sia già stra-ascoltato ...

MERCANTI E SCHIAVI ... (merita un ascolto) ...




E POI ... Paolo Pietrangeli ... che ho avuto la fortuna di ascoltare due volte nei mesi estivi ... UN CLASSICO che stona davvero tanto in quest'epoca Regale-Silviesca ...

ECCO ALLORA ... Contessa e Valle Giulia ... (assolutamente da non perdere) ...







...pensiero aql vento...
MA SICCOME non si può parlare sempre e solo di socialità ...

ECCO ANCHE relax ... SEMPRE di Paolo Pietrangeli ... Io ti Voglio Tanto Bene ...



sabato 24 ottobre 2009

..."ammastellamenti" campani...

Ogni tanto qualcuno ... (sarà per fargli un dispetto? ... o per rovinargli il week-end?) ... scopre un nuovo altarino degli "ammastellati" coniugi di Ceppaloni ...


ALLORA ... stando attenti a non farsi confondere dal "fattariello" di turno ... A CONFERMA del SISTEMA ... alcuni brani da LA REPUBBLICA DI OGGI ...


"... di nuovo, non è l'aspetto folkloristico, la Porsche Cayenne comprata dal figlio di Mastella Pellegrino da un concessionario marcianisano attualmente detenuto al 416-bis, a dover attirare l'attenzione. L'aspetto più importante è vedere cos'è stato il sistema Mastella - un sistema che per trent'anni ha rappresentato la continuità della politica feudale meridionale - e che cosa è divenuto. Oggi, persino se le indagini giudiziarie dovessero dare esiti diversi, non si può fingere di non vedere che Ceppaloni confina con Casal di Principe o vi si sovrappone. E il nome di Casale qui non ha valenza solo simbolica, ma è richiamo preciso alla più potente, meglio organizzata e meglio diversificata organizzazione criminale della regione ..."

CHIARO? ... ORA? ...

...pensiero al vento...
E PER NON FINGERE di NON SAPERE cosa è la politica in Terra Campana ...

SEMPRE da LA REPUBBLICA di OGGI ...

" ... per la camorra destra e sinistra non esistono. Il Pd dovrebbe chiedersi, ad esempio, come è possibile che in un solo pomeriggio a Napoli aderiscano in seimila. Chi sono tutti quei nuovi iscritti, chi li ha raccolti, chi li ha mandati a fare incetta di tessere? Da chi è formata la base di un partito che a Napoli e provincia conta circa 60.000 tesserati, 10.000 in provincia di Caserta, 12.000 in quella di Salerno, 6.000 ciascuno nelle restanti province di Avellino e Benevento? Chiedersi se è normale che il solo casertano abbia più iscritti dell'intera Lombardia, se non sia curioso che in alcuni comuni alle recenti elezioni provinciali, i voti effettivamente espressi in favore del partito erano inferiori al numero delle tessere. Perché la dirigenza del Pd non è intervenuta subito su questo scandalo? ..."


INSOMMA ... l'ammastellamento è un'arte trasversale ... e difficilmente estirpabile ...

LA SOLUZIONE? ... QUELLA VERA? ...

Che lo Stato Italiano riconosca che esiste un'EMERGENZA DEMOCRATICA in Campania ... AMMETTENDO che sono calpestati i DIRITTI UMANI di libera espressione e di libera scelta ... e OPERARE di CONSEGUENZA ...

OGNI ALTRA SCELTA? ... serve solo agli audience TV di Annozero, Report ... o altre simili favolette televisive ...

venerdì 23 ottobre 2009

…italica follia…

POMERIGGIO di “italica follia” … oggi in Autostrada … sul tratto Anagni-Frosinone


PREMESSA … ho sempre pensato che una protesta DEVE essere fatta contro la diretta controparte … e non contro terzi …



MI SPIEGO con un ESEMPIO: se un’azienda chiude, se operai e impiegati rischiano la perdita del loro posto di lavoro … DOPO un’analisi delle cause e delle problematiche che hanno degenerato la situazione … DOPO studio e ricerca di eventuali soluzioni … LA PROTESTA andrebbe diretta CONTRO i responsabili di eventuali inefficienze, cattiva gestione e quant’altro …


A QUEL PUNTO TUTTI sarebbero padroni di “andare lì … e spaccargli la faccia …” (in termini figurati ovviamente) …


MA … una protesta che “lascia in pace” i diretti responsabili … e va a colpire chi non c’entra niente proprio non la capisco e non la capirò mai … (e non lo scrivo perché sono stato io … oggi … tra le vittime di una protesta che ha bloccato l’autostrada … fatta chissà da chi … s’è reso protagonista di questo “fattariello” …)

… ma ormai c’è da rassegnarsi … siamo in una paese-fogna dove fanno notizia solo i “fattarielli” …


… che pena Santoro ieri sera che cercava l’effetto strappalacrime dai racconti degli operai che perdono il posto … DOMANDA: ma perché non si cercano i nomi degli Amministratori delle Aziende che chiudono … e non si va a intervistare loro? … e soprattutto NON si va chiedere a loro come faranno a mantenere lo yacht al rimessaggio invernale? … o a pagare le rette delle Univ. straniere per i loro figli ? … FORSE COSI andremmo troppo al cuore dei problemi? … MEGLIO evitare, eh !!


IL FATTO …


Tutto questo prologo (e qui arriviamo al “fatto” di oggi) … per dire che sto scrivendo questo post … bloccato in Autostrada …


… un cartello indicava “Manifestazione tra Anagni e Frosinone” … ma la coda “immobile” è iniziata a 7km da Anagni … QUINDI la cosa sarà ancora lunga …


…pensiero al vento…
… già scritte sopra le mie considerazioni … sul pregio di chi sa individuare e “colpire” i responsabili dei problemi … e non “dirottarsi” e bloccare CHI non c’entra nulla …


Per ingannare il tempo … oltre che scrivere questo post … ho scattato qualche foto …


ED ECCOLE … sono di quanti hanno pensato bene … che era molto più comoda la Corsia di Emergenza … in barba a chi (i soliti fessi-civili) restava bloccato in colonna …


INSOMMA gli “ammastellati” si devono sempre far riconoscere …


CONCLUSIONE: … addà passà a nuttata ? … mah, forse questo detto DeFilippiano (dalla scena finale di “Natale in Casa Cupiello”) valeva solo in altri tempi ! … e pure la speranza sta andando in “prescrizione" !







...carburanti "biologici"?...

L'idea di estendere la coltivazione di biocarburanti nel mondo e in particolare nei paesi del Sud può rivelarsi disastrosa.



L’idea fa parte di una soluzione globale alla crisi energetica … dovuta al fatto che nei prossimi 50 anni dovrà necessariamente cambiare il ciclo dell'energia, da energia fossile, che è sempre più rara, verso altre fonti di energia.


Nel breve termine è più facile da usare ciò che è immediatamente redditizio, vale a dire i biocarburanti.

Questa soluzione … dai ridotti investimenti e dagli attesi facili guadagni … è ovviamente la più richiesta dalla “famelica” crisi finanziaria ed economica.


MA, come sempre in un progetto basato sulle leggi del capitale, si “finge” di ignorare quello che gli economisti chiamano “esternalità”, vale a dire tutto ciò che non rientra nel calcolo del mercato


In questo caso le “esternalità” sarebbero i danni ecologici e sociali.


Per contribuire, con una percentuale tra il 25 e il 30 per cento della domanda, a risolvere la crisi energetica, è necessario utilizzare centinaia di milioni di ettari di terre coltivabili per agro-produzione di energia per lo più nel Sud del mondo … siccome il Nord non ha abbastanza di terreno coltivabile. Sarà anche necessaria, secondo alcune stime, l’espulsione dalle loro terre di almeno 60 milioni di contadini.


Queste “esternalità" non versate dal capitale … hanno un evidente “prezzo sociale” per la comunità e gli individui coinvolti …


E POI, sul fronte ecologico ...

... gli eco-carburanti sono prodotti, in forma di monocolture, dalla distruzione della biodiversità e inquinanti del suolo e delle acque.


UN ESEMPIO … camminando per miglia e miglia nella piantagione di Choco, in Colombia, non si vede nè un uccello o una farfalla o un pesce nei fiumi, per il massiccio uso di prodotti chimici come fertilizzanti e pesticidi.


Di fronte alla crisi idrica che interessa il pianeta, l'uso dell'acqua per l'etanolo è irrazionale. Al fine di ottenere un litro di etanolo dal mais, sono utilizzati tra 1200 e 3400 litri d'acqua.


La contaminazione del suolo e delle acque ha raggiunto livelli fino ad oggi sconosciuti, creando il fenomeno del "mare morto" alle foci dei fiumi (es. 20 km alla foce del Mississipi, in gran parte causata dalla diffusione della monocoltura del mais per l'etanolo).


L'estensione di queste culture porta a una distruzione diretta o indiretta (per lo spostamento delle attività agricole), delle foreste e le giungle che sono come pozzi di carbonio per la sua capacità di assorbimento.


MA ALLORA? … con questi DANNI SOCIALI e DANNI ECOLOGICI? ... perché tanto interesse? … la ragione è che nel breve e nel medio termine aumentano sensibilmente e rapidamente il tasso di rendimento del capitale.


È per questo che le multinazionali del petrolio, automobilistico, chimico e agroalimentare, sono interessate al settore.

Intanto, l’agro-processo energetico è caratterizzato da sovrasfruttamento del lavoro, dall'ignoranza delle “esternalità”, dal trasferimento di fondi pubblici a soggetti privati, consentendo profitti veloci, ma anche l'egemonia delle multinazionali e una nuova forma di dipendenza sud-nord ... il tutto presentato con l'immagine di benefattori perché producono "energia verde" ...


Per quanto riguarda i governi del Sud? ... molti vedono un'utile fonte di valuta estera da mantenere ... per garantire, fra gli altri, il livello di consumo dei loro "privilegiati" ... 


…pensiero al vento…


Bel quadro ... non c'è che dire, eh ... !!!

LA SOLUZIONE? … è pensare a come ridurre i consumi, soprattutto del Nord e come investire in nuove tecnologie (in particolare solare).


L’agro-energia non è un male in sé ... è in grado di fornire soluzioni interessanti a livello locale, ma a condizione di rispettare la biodiversità, la qualità del suolo e delle acque, la sovranità alimentare e dell'agricoltura rurale, vale a dire il contrario della logica di capitale.


UN ESEMPIO? ... in Ecuador, il presidente Correa ha avuto il coraggio di porre fine allo sfruttamento del petrolio della riserva naturale di Yasuni.


Speriamo che i governi progressisti dell'America Latina, Africa e Asia abbiano la stessa fermezza … e resistino alle pressioni dei poteri economici mettendo, avanti ad essi, risvolti politici ed etici ...

martedì 20 ottobre 2009

...report da Habana...

Ho trovato un interessante report (di Marta Forzan dal sito Report.Com) su L’Havana … lo pubblico per non perderlo …




Fisso l’orizzonte dell’Oceano che risucchia il sole accucciato sotto nuvole fucsia, rosa, dorate. Dal muretto osservo il crepuscolo di una giornata vissuta intensamente. C’è un vento rapido e imprendibile che arruffa i capelli e spinge le onde sui massi sotto le gambe penzolanti. Spruzzi di balena scavalcano il parapetto del Malecòn lasciando specchi di mare sul boulevard. Bionda bellezza da fiaba, prodigio di luce riflesso sull’acqua. L’ambra del tramonto cattura fatiscenti palazzi sul lungomare. Tetti di rossi mattoni, balaustre in ferro battuto. Ferite mai curate che hanno sbriciolato intonaci del barocco ispanoamericano. Consunte facciate logorate dal tempo, dal vento e dall’embargo.


E’ sempre così, il tramonto sul Malecòn sotto una gazzarra di gabbiani. Eppur diversa è l’emozione. Stati d’animo, pensieri, ricordi. Cala il sole di fronte al proscenio della sfilata di balconi criolli, panni stesi, serrande intagliate, muri pastello. Si accendono le luci sul lungomare habanero, più di dieci chilometri dalla torre della Chorrera fino al Castello de la Punta. Un serpentone grigio con sfumature rosse e blu affiancato dal basso muretto. Semplice cornice senza palme.

Se ne vanno pescatori, turisti, innamorati. Anche quel gruppo di ragazzi con la chitarra che ascoltavano musica d’oltre oceano dalle macchine con le portiere aperte. Di giorno li trovi nell’Habana Vieja, già ricettacolo dei peccati capitali degli anni Cinquanta. Nei vicoli da carrozze, dietro le “guardavecinos”, finestre dai vetri colorati.


(foto di Marta Forzan)

Li trovi in calle Obispo, proprio nel cuore della città, dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Nel Parque Central coi palazzi dell’Ottocento insieme ai turisti. Tanti, troppi. Nel moresco “foyer” dell’Hotel Inglaterra. Di fronte al Capitolio National. In Paseo del Prado con l’ art nouveau e decò, i lampioni in ferro battuto. La più bella passeggiata di tutta l’Habana.


Non li trovi nel parco adiacente al Museo della Rivoluzione. Conoscono bene il Granma agli ormeggi in un mare artificiale di vetro. Al cabinato con cui Fidel Castro e Ernesto Guevara giunsero a Cuba nel 1956 per lanciare la rivoluzione, gli habaneri preferiscono le strade, i mercati, le piazze come quella della Cattedrale. Qui vendono prodotti artigianali mentre da “El Patio” si spande profumo di “pierna asada” e “ropa vieja”.


Nel Vedado, antico quartiere in epoca coloniale vietato alla gente di colore, la Rampa sale sulla 23ma strada che straripa di vita “dia y noche”. Molti giovani s’incontrano davanti all’Univesidad de la Habana dove ancora si parla della lotta studentesca contro Machado e Batista e nel contempo si disertano le lezioni di filosofia.


La propaganda turistica ammette volentieri certe radici di parentela con “gentiluomini di ventura” col marchio nero che rubavano ai ricchi per donare ai poveri. Nel ‘500, con le navi che attraccavano nel porto arrivarono ricchezze e schiavi, oro e malattie, vino e polvere da sparo.

Nelle fortezze dell’Habana, La Real Fuerza, San Salvador de La Punta e Los Tres Reyes del Morro c’è la storia di un’epoca d’arrembaggi. Qui, giovani artisti espongono opere d’amore e ombra. Dai contenuti anticonformisti, attirano fulmini burocratici. Ma non fanno male.


L’antico boulevard del nuovo mondo” entra nell’anima. Non smetto di scrutarlo, respirarlo.

L’Habana, città di mare ma non protesa verso il mare. Al contrario, è l’Oceano che la vuole conquistare senza riuscirci, si accanisce contro la battigia spinto dai “notes”, i venti del nord.

Immagine viva di colori sbiaditi e scortecciati delle case coloniali con le colonne rosicchiate dal tempo e dalla salsedine. Sotto i portici, vociare di ragazzi che rincorrono palloni. Sulla strada, altri con i rollers skates si aggrappano alle borbottanti Buick, Cadillac e Plymouth. Tutte rimesse a nuovo o quasi. Ingegnosi meccanici, gli habaneri.


Ma soprattutto “salseros, soneros, rumberos y trovadores”. Donne, uomini, ragazzi e bambini hanno il passo di chi ha salsa e rumba nei fianchi. Persino in bicicletta è uno zizzagare con la musica che scorre nelle vene.

Musica viva all’Habana Vieja, sulla strada, nelle cantine. Swingata da menestrelli. Mossa dal romantico bolero della Nueva Trova. Colte poesie cantate e ballate, improvvisate dai soneros. Sassofoni, trombe, percussioni e chitarre. Languide melodie e viscerale sound caraibico. Musica dentro.

Quindici anni, bermuda neri e una t-shirt viola scolorita dal sole. Avanza quasi ballando Rafael, scugnizzo cubano dalla pelle color cannella sotto un’arruffata chioma di biondi capelli. Arriva puntuale quasi avesse l’ora in testa. E’ sabato sera e c’è tutto un mondo nell’Habana Vieja. Suoni e “Santeria” scorron come fiumi.

E’ nipote di Cèila. Senza età, irradiata da rughe di saggezza, folate di tabacco e rum. Porta al collo amuleti degli spiriti “orisha”. E’ “santèra” e per ingannar gli eventi gestisce una “casa particular”(pensione) nel quartiere di Marianao, dove ho trovato alloggio e gioia.
La mattina mi sveglia con succo di cocco e canna, mentre un vecchio Bolero gracchia e tartaglia su ritagli di silenzio. Mi scruta strizzando gli occhi. “Ochossi” o “Ochun”. Dea della caccia e della foresta o divinità del fiume e della dolcezza. Sorride Cèila, su di me vola uno spirito buono. Stasera, andrò con Rafael dal “babalao”. Lui scioglierà il dilemma.

La Santéria o liturgia della Regla de Ocha portata dagli schiavi africani, fa parte della cultura cubana, così come lo sono il ballo e la musica. Tutti tengono d’occhio spiriti, riti e “babalao“, sacerdoti e registi del realismo magico santéro dove abitano nere e gaie deità legate a santi cattolici. “Sincretismo” per i teologi, “mestijazion” per gli etnologi. Divinità con due volti. Ma con un anima sola, quella del fedele.

Rafael mi prende per mano. Piccola e forte, dà sicurezza. Sotto un cielo inchiodato da stelle, saliamo verso l’Habana Vieja tra vicoli, musica, telenovelas e cani acciambellati. Seguiti dalle nostre ombre fin sulla porta del “babalao”. Qui non entreranno. Il resto è un’altra storia.



...pensiero al vento...
molto bello il report ... che sembra quasi accompagnare per mano ... nella visita di una delle più belle città del mondo ...