La tana di oggi non riguarda un Partito ... ma un "organo di Partito" ... quale è da sempre, per il pifferaio-Silvio, la TV diretta dallo scudiero-Emilio.
La storia comincia nel lontano 1999 quando, a seguito della Legge 31 luglio 1997 n. 249, “Piano nazionale di assegnazione delle frequenze per la radiodiffusione televisiva”, vengono individuate 51 bande utilizzabili (45 della gamma UHF e 6 della gamma VHF) da assegnare, mediante gara pubblica, ad emittenti televisive.
Tra le vincitrici risulta anche Europa 7, emittente di Francesco Di Stefano, che acquisisce pertanto il diritto di trasmettere in analogico al posto di Rete 4. Grazie al ricorso al Consiglio di Stato, l’editore Di Stefano ottiene anche una seconda concessione per 7 Plus.
Inizia allora un lungo calvario che si trascina fino ad oggi.
Le frequenze in un primo tempo non vengono assegnate perché il nuovo piano frequenze viene ritardato da altri ricorsi effettuati da Rete Mia, Rete Capri e Rete A .
Nel frattempo, come da licenza, Europa 7 si prepara per iniziare le nuove trasmissioni entro il 31 dicembre 1999. Ma ... come ben sappiamo ... non trasmetterà mai.
L’emittente attende allora il piano di assegnazione delle frequenze ma il ministero non concede le frequenze che continuano ad essere impiegate Rete 4 e dall’allora “Tele+ nero”. Anzi il ministero fa di più: con autorizzazione ministeriale del 1999 permette la prosecuzione delle trasmissioni analogiche a Rete 4 impegnandosi perché in breve tempo si arrivi "di concerto con l'Autorità, alla definizione del programma di adeguamento al piano d'assegnazione delle frequenze".
Europa 7 ricorre e il Tar, nel 2004 (sentenza n. 9325/04), gli dà ragione, sostenendo che il Ministero doveva assegnare da subito le frequenze. Intanto, nel novembre 2002, era intervenuta la Corte Costituzionale, con la sentenza 466/2002 a confermare, come già affermato nel 1994, che nessun privato può possedere più di 2 frequenze televisive e le reti eccedenti (in questo caso Rete 4 e Tele+ nero), dovevano cessare la trasmissione in via analogica terrestre e fissa un limite improrogabile (il 31 dicembre 2003!) per il passaggio esclusivo al satellite e/o al cavo.
Ma nell’estate 2003 ... quindi qualche mese prima del limite ... il ministro delle comunicazioni Maurizio Gasparri presenta un disegno di legge per il riordino del sistema radiotelevisivo italiano e l'introduzione della trasmissione digitale terrestre. La legge Gasparri viene approvata dal Parlamento nel dicembre 2003 (... giusto in tempo...) e consente a Rete 4 di continuare a trasmettere in via analogica terrestre in evidente contrasto con la sentenza della Corte Costituzionale, tanto che il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, rifiuta di firmare la legge come incostituzionale e la rinvia alle camere.
Ma l’allora governo non si ferma e il 24 dicembre 2003 viene varato un decreto legge che consente così di continuare le trasmissioni a Rete 4. La legge Gasparri verrà comunque approvata nell’aprile 2004 e nel luglio 2005 il Consiglio di Stato, dopo l’ennesimo ricorso di Centro Europa 7, chiede risposte alla Corte di Giustizia Europea.
Arriviamo ai giorni nostri. Il 1 agosto 2007, le commissioni della Camera hanno approvato un emendamento firmato da esponenti del centro-sinistra, che riconosce a Europa 7 i diritti di prelazione sulle frequenze liberate dalla messa sul digitale di una rete Rai e Retequattro
E oggi arriva la tana per Rete 4 da Brussels ... la sentenza della Corte di giustizia europea ha dichiarato il regime italiano di assegnazione delle frequenze televisive "contrario al diritto comunitario" in quanto "non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi e non segue criteri di selezione obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati" con la conseguenza "di congelare le strutture del mercato nazionale e di proteggere la posizione degli operatori nazionali già attivi".
Un giudizio impietoso che dovrebbe avere ( ... il condizionale è sempre d'obbligo nel BelPaese ... ) due effetti:
(1) Europa 7, che ha vinto la concessione per trasmettere ma non è mai potuta andare in onda per il mancato trasferimento delle frequenze di Retequattro, dovrà essere risarcita dallo Stato.
(2) Rete4, per ripristinare la legalità in linea con il diritto europeo, dovrà cedere le frequenze ad Europa 7 e traslocare sul satellite o sul cavo.
...pensiero al vento...
Ancora una bacchettata dall’Europa al BelPaese e ... mentre all’orizzonte ci sono i venti di nuove elezioni ... puntiamo ad un nuovo record: 5 legislazioni differenti ... con alternanza di centrodestra e centrosinistra ... per un problema mai risolto ...Come dire ... che Silvio-il-pifferaio-magico ... li mette sempre tutti d'accordo (finti-di-destra e finti-di-sinistra). A proposito ... il conflitto d'interessi dov'è finito? ... è ormai solo argomento per i libri di storia? ...