Nel post ...c'è piazza e piazza... di Domenica scorsa avevo inserito una foto con un pensiero di Vittorio Foa:
"Pensare agli altri oltre che a se stessi, al futuro oltre che a se stessi"
Su Vittorio Foa ... scomparso il 20 Ottobre scorso, lascio qui un'intervista del 2005 trasmessa da Le Iene in suo ricordo:
La sua vita … (da Wikipedia.it)
Foa nacque a Torino, il 18 settembre 1910 da una famiglia ebraica piemontese (per parte di padre), nipote di un rabbino.
Nel 1930 divenne ufficiale di complemento dell'esercito italiano nel reggimento di re Umberto II col quale ebbe un'amicizia. Si laureò in Giurisprudenza nel 1931 all'Università di Torino.
Padre del noto giornalista Renzo Foa, già direttore dell'Unità e successivamente entrato in Forza Italia, nonché della storica Anna Foa.
Nel 1933 entrò in Giustizia e Libertà, movimento politico antifascista. Il 15 maggio 1935, all'età di 25 anni, venne arrestato a Torino in seguito alla segnalazione di un confidente dell'OVRA, quindi denunciato al Tribunale Speciale Fascista, che lo condannò a 15 anni di reclusione (nel 1936) per attività antifascista. Condivise la stessa cella con Ernesto Rossi, Massimo Mila e Riccardo Bauer, e nel frattempo sposò il liberalismo di Benedetto Croce.
Dopo essere uscito dal carcere nell'agosto 1943, nel settembre dello stesso anno entrò nel Partito d'Azione (PdA), di cui divenne segretario assieme a Ugo La Malfa, Emilio Lussu, Altiero Spinelli e Oronzo Reale (1945), e per cui fu rappresentante nel Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), prendendo dunque parte alla Resistenza.
All'Assemblea costituente, il 2 giugno 1946, fu eletto deputato del PdA, e dopo lo scioglimento di quest'ultimo nel 1947, alla fine dello stesso anno passò al Partito Socialista Italiano (PSI), per cui fu dirigente nazionale e, per tre legislature (1953-1968), deputato.
Il 1948 fu l'anno in cui Foa entrò nella FIOM nazionale; nell'ottobre 1949 entrò nella Segreteria nazionale della CGIL di Giuseppe Di Vittorio, come vicesegretario responsabile dell'Ufficio studi, e nel 1955 fu segretario nazionale della FIOM.Dopo una collaborazione iniziale nel 1959 con la nascente rivista Passato e presente (nata intorno ad Antonio Giolitti e diretta da Carlo Ripa di Meana), Foa divenne uno dei massimi teorici della linea politica dell'autonomia operaia, che ispirò molti anni dopo la nascita dell'omonimo movimento politico, e scrisse fra l'altro nel 1961 l'editoriale del primo numero della rivista di Raniero Panzieri, Quaderni rossi, legata a quest'area.
Nel 1964, da una scissione a sinistra del PSI, nacque il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP), di cui Foa fu un dirigente nazionale. Nel 1966-1968 cominciò a collaborare con La Sinistra (giornale nato attorno a Silverio Corvisieri, Augusto Illuminati, Giulio Savelli e Lucio Colletti) e nel 1969 con Il Manifesto, rivista mensile omonima del gruppo politico originatosi da una scissione a sinistra del PCI. Per qualche tempo Foa fu membro della direzione del giornale, ma nel 1970 si dimise dalla CGIL e uscì dallo PSIUP, ritirandosi brevemente a vita privata.
A seguito però della sconfitta elettorale dello stesso PSIUP nel 1972 e al suo scioglimento (il 16 luglio), Foa diede vita con diversi socialisti toscani (Silvano Miniati, Guido Biondi, Mario Brunetti, Aristeo Biancolini, Pino Ferraris, Daniele Protti, Dante Rossi e i sindacalisti Elio Giovannini, Antonio Lettieri e Gastone Sclavi) al Nuovo PSIUP; quest'ultimo però nel novembre '72 contribuì, con la sinistra del Movimento Politico dei Lavoratori (MPL) alla creazione del Partito di Unità Proletaria (PdUP), di cui divenne dirigente nazionale.
Nel luglio 1974 il PdUP si unificò al gruppo de Il manifesto e nacque il PdUP per il comunismo: Foa fece parte, con Silvano Miniati, della sinistra del nuovo partito (circa il 44%). Col PdUP prese parte alla promozione della lista unica della nuova sinistra, Democrazia Proletaria (DP), avvenuta nel 1975-76: per questo cartello elettorale fu eletto nelle circoscrizioni di Torino e Napoli ma rinunciò a favore di Silverio Corvisieri (Avanguardia Operaia) e Mimmo Pinto (Lotta Continua). Nel 1977 iniziò anche a scrivere nel Quotidiano dei lavoratori, giornale di AO, mentre sua moglie Lisa intraprese la militanza in LC.
Il '77 fu l'anno in cui il PdUP perse la corrente ex-PSIUP-MPL (assieme alle cosiddette Federazioni unitarie e all'area sindacale di Giovannini) che prese parte alla costituente partitica di DP, mentre il partito rimase in mano alla componente de Il Manifesto.
Foa in seguito ricominciò nuovamente ad allontanarsi dalla vita politica: il suo ultimo intervento ufficiale fu alla commissione del Congresso di DP (gennaio 1980). Promise di non parlare né scrivere più di politica per almeno quattro anni, e preferì dedicarsi all'insegnamento dopo aver accettato la cattedra di Storia contemporanea nelle università di Modena e Torino.
Il 15 giugno 1987 venne eletto senatore come indipendente nelle liste del PCI, pur non essendo mai stato comunista.
Ha scritto infatti Foa: «Non credo di avere mai accettato il marxismo come un canone di interpretazione globale della realtà. (...) Io non sono mai stato comunista e nessuno mi ha mai chiesto di diventarlo, forse anche per il mio impermeabile individualismo piccolo-borghese che ha resistito anche a decenni di lavoro sindacale. La mia coabitazione coi comunisti è stata tutta sul versante, che ritengo dominante, della costruzione democratica».
Nel PCI rimase anche quando si trasformò in Partito Democratico della Sinistra (PDS). Favorevole alla partecipazione italiana nella Guerra del Golfo, nel 1992 abbandona la politica attiva per dedicarsi alla stesura di alcuni libri, in gran parte autobiografici: nel 2003 uscì ad esempio "Un dialogo", edito dalla Feltrinelli e scritto a quattro mani con Carlo Ginzburg.In una intervista del 2006 dichiara:
«Sarebbe ora di finirla con questa damnatio memoriae per cui la storia del Novecento ruota intorno ai comunisti, agli ex comunisti e ai comunisti o filocomunisti pentiti. C'è una grande storia che è stata rimossa: quella degli antitotalitari democratici e liberali – anticomunisti e antifascisti – che non hanno avuto bisogno di rivelazioni tardive, di omissioni generalizzate e di compiacenti assoluzioni»
(Vittorio Foa, Intervista al Il Messaggero del 13 agosto 2006)
«Sarebbe ora di finirla con questa damnatio memoriae per cui la storia del Novecento ruota intorno ai comunisti, agli ex comunisti e ai comunisti o filocomunisti pentiti. C'è una grande storia che è stata rimossa: quella degli antitotalitari democratici e liberali – anticomunisti e antifascisti – che non hanno avuto bisogno di rivelazioni tardive, di omissioni generalizzate e di compiacenti assoluzioni»
(Vittorio Foa, Intervista al Il Messaggero del 13 agosto 2006)

2 commenti:
VELTRONI RESUSCITA LA SINISTRA. SOLO BASSOLINO E'ASSENTE
ne parlo nel mio blog
angelo d'amore
Caro Angelo,
ho letto il post sul tuo blog e mi viene da dirti che il problema non sono i "personaggi" (non ci fermiamo a "sparlare" di Veltroni o di Bassolino) ... ma quello che rappresentano. Ognuno di noi deve scegliere se nella vita vuole seguire una "morale" e le "leggi" dello Stato oppure NO. Purtroppo la nostra classe politica ... sia quella dei "finti-di-destra" che quella dei "finti-di-sinistra" ha perso sia l'una (la morale) che l'altra (il rispetto delle leggi) rivestendosi di privilegi e "sfonteggiando" il popolo che li ha eletti. Ognuno di noi dovrebbe fare una seria analisi di coscienza ... e capire se tanti discorsi "finti-ideologici" non servono solo a nascondere un mondo fatto di scelte di convenienza ... Mi auguro che questo non valga per te (non ti conosco) ... ma sono abbastanza pessimista sul "prossimo" ... in questo Reame ... vedo troppo spesso in giro aria di "si-salvi-chi-può" ... e i discorsi sui "politici" diventano solo "manfrine" ... mi viene a ricordo il "Gattopardo" che diceva ... "affinchè nulla cambi, bisogna promettere alla gente che tutto cambi" ...
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