Il simbolo per eccellenza resta ancora Fidel Castro, quasi più che una persona: nessuno sa dove viva … lo si immagina, a volte, perché intorno a una strada a La Havana si accalca la polizia … ma il suo viso è ovunque, su tutti i cartelloni stradali, numerosi e grandi come da noi lo sono le pubblicità lungo le strade. All’ingresso di ogni provincia, un messaggio di Fidel spiega quali sono le caratteristiche della gente che la abita: laboriosa, colta, umile o tenace, in una parola “revolucionaria”.
Habana: murales celebrativo della Revolution del '59

Santa Clara: monumento a Che Guevara
Il nemico è dall’altra parte dell’oceano: un cartello a La Havana ricorda ai «signori imperialisti» che non hanno paura. Sta in una piazza intitolata alla «lotta contro l’imperialismo».
Habana: Piazza della Tribuna Antimperialista
(sullo sfondo le "banderas" innalzate davanti
all'ex-ambasciata degli USA, oggi uffici per il commercio)
Paranoia? SI, ma è la stessa che si respira negli Usa: c’è una nuova legge che permetterà agli statunitensi di reclamare i beni confiscati loro dopo l’ascesa al potere di Fidel … e Bush ha detto, in occasione del 4 luglio, che non vede l’ora di accogliere chi cerca di scappare, andando a prendere i profughi in mare se necessario (... annotate la differenza tra il “trattamento” riservato ai messicani braccati ai confini sud della California e dell’Arizona … rispetto a questo “affetto” interessato per gli esuli cubani … quando si dice due pesi e due misure !!!)
…pensiero al vento…
In mezzo a tutto questo (simbolo, eroe e nemico della “Revolucion”) c’è la gente … la gente che ha fame, che fatica a trovare i soldi per sopravvivere … ma vede i turisti che buttano via dollari su dollari in poche ore.
Gente che non può nemmeno lamentarsi perché a scrivere sul muro pensieri di opposizione si viene arrestati come dissidenti e si rischiano anni di prigione.
Bella lezione per tutti noi … vero?
Habana: famiglia al tramonto sul Malecon
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