La commissione d’esame sapeva che il tema era irregolare e lo ha proposto lo stesso.
Ma non per interesse: per quieto vivere.
Si parla del concorso per notai di ottobre, interrotto da un’insurrezione popolare quando gli esaminandi del resto d’Italia scoprirono che i candidati romani conoscevano già il testo della prova scritta.
Ed è arrivata alla conclusione che l’idea malsana venne a uno solo di loro, una notaia, ma che tutti gli altri, dopo qualche sporadico distinguo, si adeguarono.
Chi per negligenza o per pigrizia. E chi, i sei magistrati, dichiarandosi incompetenti come Pilato.
Ma se non conoscevano la materia d’esame, a che titolo facevano parte della commissione giudicante? Sfumature da moralista, me ne rendo conto. Resta il fatto che su mezza dozzina di custodi della legge, nemmeno uno - dicesi uno - si sia sentito morsicare la coscienza e abbia pronunciato la parola più semplice e scomoda: NO.
Proviamo a inserire un sondino nei loro crani brizzolati: chi me lo fa fare, perché prendermi una grana, mica posso cambiare il mondo io, tanto rubano tutti...
Gli uomini sono pochi e infatti li chiamiamo eroi.
Gli uomini sono pochi e infatti li chiamiamo eroi.
Gli altri sono vili, irresponsabili e soprattutto conformisti.
Insensibili alle prediche, recepiscono soltanto gli esempi. Se in alto vedono onestà e rigore, cercheranno di adeguarsi: non per slancio etico, ma per non sfigurare. Se invece sopra e intorno a loro scorrono truffe e arrembaggi, il naufragar gli sarà dolce in quel pantano.
…pensiero al vento…
E NOI ... stiamo qui per questo ... PER TENTARE di smuovere il pantano ...

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