Confesso di non aver letto il romanzo ... forse lo farò prossimamente (...tempo tiranno permettendo!) ... ma ho cercato un pò di recensioni in giro sul web ...
Riprendo la trama (...per i lettori poco assidui come me...):
Il vecchio pescatore cubano Santiago non riesce a prendere un pesce da ben ottantaquattro giorni. Il suo unico amico e compagno è un ragazzo di nome Manolin, che accompagna il vecchio a pescare e apprende da lui i segreti del mestiere. Dapprincipio Manolin continua a seguire e ad assistere Santiago, ma poi i genitori, convinti dell'ormai irreparabile sfortuna del vecchio, lo costringono a seguire un'altra barca.Il ragazzo tuttavia insiste a frequentare Santiago: lo aiuta a tirare in secca la barca, gli procura le esche per la pesca, gli porta da mangiare. Un mattino, il vecchio decide di spingersi in mare più al largo del solito ed ecco che, seguendo l'itinerario di un uccello marino, dopo aver incontrato un branco di delfini, la sua lenza viene scossa da un forte strattone: un enorme marlin (un pesce simile al pescespada) ha abboccato al suo amo più profondo. Santiago tenta di tirare il pesce fuori dall'acqua, ma l'animale è più forte e, fuggendo, trascina la barca ancora più al largo.
Comincia così una lunga lotta tra il vecchio e il pesce alla fine della quale l'uomo riesce ad arpionarlo e a ucciderlo.
Il pesce però è troppo grande e pesante perché Santiago da solo possa issarlo dentro la barca e dunque l'uomo è costretto a legarlo all'esterno dell'imbarcazione. Un'ora dopo, mentre sta dirigendosi verso la costa, il vecchio si accorge che uno squalo sta seguendo la barca, attirato dalla scia di sangue lasciata dal marlin ferito a morte.
Santiago cerca di difendere il suo trofeo, ma gli attacchi degli squali si succedono, finché della superba preda del vecchio pescatore non resta che la gigantesca carcassa. Arrivato a casa,stremato dalla fatica, Santiago si addormenta, mentre i pescatori del porto misurano attoniti le dimensioni del gigantesco scheletro.
...pensiero al vento...
E dopo la trama ... una breve recensione:
La solitudine del vecchio pescatore è profonda, e nonostante le sue speranze e il suo lottare, non potrà vincere sulla sua sorte. Nei tre giorni trascorsi in mare a caccia del pescespada Santiago riflette su questa solitudine e sull'importanza di non essere soli durante il proprio cammino di vita.
E' facile rivedere in questo personaggio lo stesso Hemingway che proprio con questo racconto volle cercare di tornare al grande pubblico. Vinse infatti il Pulitzer con Il Vecchio e il Mare e l'anno dopo il Nobel per la letteratura, ma ciò non potè salvarlo dal male che si portava dentro e che infine lo condusse al suicidio.
Dal brano "Hemingway" di Negrita:
"Ben tornata a Cuba.
Giugno placherà i tuoi nervi,
c'è una barca pronta
dietro un'altra pagina.
Sfoga la tua rabbia
Sfoga la tua rabbia
nella rabbia dell'oceano.
Forse c'è una spiaggia
dietro un'altra pagina,
ma come può accaderti questo?
decolli a bordo del tuo letto.
Stai tranquilla non è niente
è solo vita che entra dentro,
il fuoco che ti brucia il sangue
quella è l'anima.
Può anche non piacerti il mondo
o forse a lui non piaci te,
comunque questa è un'altra storia,
questo è Hemingway…".
1 commento:
IL VECCHIO E IL MARE
Lasciatemi restare così
tra questa barca e il cielo...
fermo e inimmaginato come una nota di Mahler
sopra un violino solo...
lasciatemi restare così
con questo pescecane legato al mio fianco
che dovrei riportare a riva
se solo fosse un po' più stanco.
Così, dove tutte le cose sono soltanto
battelli di passaggio,
viste e perdute nell'attimo che un faro
le trapassa di un raggio;
perchè il vecchio adesso ha vent'anni
e il mare ne ha milioni di milioni,
perchè il vecchio adesso ha un sorriso
che ha superato tutte le illusioni...
E l'amore, l'amore, l'amore
che bella scusa per sentirsi vivo
è stato questo amore:
e l'amore, l'amore, l'amore
che insensata pagina di violenze, lacrime , sudore,
e lontano, lontano, lontano il vecchio
ha sempre la tua lettera che dice di tornare,
perchè ti ha amato così tanto
nonostante l'amore...
Lasciatemi questa zona d'ombra,
questo sentimento di non partenza :
stendermi, ben sapendolo
in questa dolcissima, totale indifferenza;
ho figli che devono tirare le reti
e fastidiosi richiami dalla riva,
e conti da saldare
con chi mi compra il pesce perchè io sopravviva:
e l'amore, l'amore, l'amore
che infrangibile anello è stato il tuo amore,
l'attimo nella nebbia
che più credibilmente rassomiglia al sole,
in mezzo a scogli e stelle e guizzi di delfini
da non considerare
perchè il vecchio ora sa che è vero solo il mare
e non c'è niente che sia vero
tranne il mare;
il vecchio sa,
perchè ora il vecchio
è il mare.
(R. Vecchioni)
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