Ogni anno IKEA si inventa una nuova favoletta pur di continuare a vendere i suoi alberi di Natale, sui quali evidentemente deve avere un profitto talmente elevato da indurla ad imbastire campagne di tenore pseudoambientalista come questa. Ora un così elevato margine sul prodotto può spiegarsi solo col fatto che tali alberi sono cresciuti con metodi di coltivazione ultraintensiva che però finiscono per intossicare a morte i terreni utilizzati per via dell’ eccesso di concimazione (tanto chi se ne frega saranno in Polonia, Russia o Ucraina, terre di poveracci !). Poi questi vengono trasportati via gomma producendo altro inquinamento (l' 83% dei prodotti IKEA è movimentato così) sino agli scatoloni gialli e blu. Lì attirano torme di individui, recatisi tutti con la loro brava automobilina e relativo contorno di inquinamento che confondono la loro gratificazione compulsiva da acquisto consumistico con quella solidarietà che dovrebbe essere lo spirito vero del Natale . Infine, a conclusione della beffa ambientalista consumata, si trova anche la presunta associazione che veglia sui destini sostenibili del pianeta che forniscono un perfetto maquillage di tipo etico-morale alla grande multinazionale democratica ed a coloro che, in mancanza di meglio, ne hanno fatto un riferimento della loro vita! Non c’è che dire siamo proprio messi male ! Saluti
... il soffio leggero del vento porta, come nuvole, i miei pensieri qui ... dove, forse, leggendoli ... io li possa capire ... . . . ...perchè "pensieri al vento"?... ... tu vedi le cose che esistono e ti chiedi: "PERCHE' ?" … io sogno le cose mai esistite e mi chiedo: "PERCHE' NO ?" (George Bernard Shaw)
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Ogni anno IKEA si inventa una nuova favoletta pur di continuare a vendere i suoi alberi di Natale, sui quali evidentemente deve avere un profitto talmente elevato da indurla ad imbastire campagne di tenore pseudoambientalista come questa. Ora un così elevato margine sul prodotto può spiegarsi solo col fatto che tali alberi sono cresciuti con metodi di coltivazione ultraintensiva che però finiscono per intossicare a morte i terreni utilizzati per via dell’ eccesso di concimazione (tanto chi se ne frega saranno in Polonia, Russia o Ucraina, terre di poveracci !). Poi questi vengono trasportati via gomma producendo altro inquinamento (l' 83% dei prodotti IKEA è movimentato così) sino agli scatoloni gialli e blu. Lì attirano torme di individui, recatisi tutti con la loro brava automobilina e relativo contorno di inquinamento che confondono la loro gratificazione compulsiva da acquisto consumistico con quella solidarietà che dovrebbe essere lo spirito vero del Natale . Infine, a conclusione della beffa ambientalista consumata, si trova anche la presunta associazione che veglia sui destini sostenibili del pianeta che forniscono un perfetto maquillage di tipo etico-morale alla grande multinazionale democratica ed a coloro che, in mancanza di meglio, ne hanno fatto un riferimento della loro vita! Non c’è che dire siamo proprio messi male ! Saluti
http://www.lachiacchiera.it/albero-di-natale-ikea-con-il-wwf-a-tutela-dellambiente-20718/#ixzz161vZBDeq
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