Mentre gli Stati Uniti (i tanti nei paesi dell’Impero) celebrano l'elezione di Obama, il New York Times ha fatto un po’ di conti … delle prossime settimane:
- intanto cittadini americani dovranno aspettare ben 77 giorni ... fino al 20 gennaio ... prima che il neo presidente si insedi alla Casa Bianca
- ma anche se Bush lascerà l'incarico il 20 gennaio, ha solo tempo fino al 20 novembre per cambiamenti “economicamente significativi” e fino al 20 dicembre per farne di altri: tutto quello che ci sarà dopo potrà facilmente essere ritirato dal neoeletto presidente.
- intanto cittadini americani dovranno aspettare ben 77 giorni ... fino al 20 gennaio ... prima che il neo presidente si insedi alla Casa Bianca
- ma anche se Bush lascerà l'incarico il 20 gennaio, ha solo tempo fino al 20 novembre per cambiamenti “economicamente significativi” e fino al 20 dicembre per farne di altri: tutto quello che ci sarà dopo potrà facilmente essere ritirato dal neoeletto presidente.
In un editoriale intitolato "Così poco tempo, così tanti danni", il quotidiano newyorkese ha elencato una serie di cambiamenti a «regole e regolamenti» in settori come le libertà civili, l'ambiente e l'aborto, le cui conseguenze si potrebbero far sentire per mesi:
dalle nuove linee guida dell'Fbi tese a limitare ulteriormente la privacy dei cittadini, a norme più morbide su inquinamento e protezione delle specie in pericolo.
Infine, l'aborto: secondo il giornale, «subito dopo il voto, il segretario alla Sanità Michael Leavitt dovrebbe diramare nuovi regolamenti tesi a limitare ulteriormente l'accesso delle donne all'aborto, ai contraccettivi e alle informazioni sulla cure per la riproduzione».
Quello che è chiaro a tutti è che una volta insediato a Washington, Obama dovrà immediatamente affrontare i temi caldi di attualità.
Crisi economica
Quello che è chiaro a tutti è che una volta insediato a Washington, Obama dovrà immediatamente affrontare i temi caldi di attualità.
Crisi economica
Passata l'euforia dell'elezione, Barack dovrà affrontare la recessione che si sta abbattendo sull'economia americana e mondiale, a fronte di una reazione dei mercati, all'indomani del voto, piuttosto sobria. Il Dipartimento del Lavoro nel mese di ottobre ha registrato 157.000 nuovi disoccupati. George W. Bush ospiterà, il prossimo 15 novembre, il summit dei leader mondiali a Washington incentrato sulla crisi.
Ma Obama ha già consultato telefonicamente Henri Paulson, Segretario del Tesoro uscente, per ribadire le proprie misure anticrisi alla vigilia del vertice:
- moratoria di 90 giorni sul sequestro di beni immobiliari ipotecati presso alcune banche
- riduzione d'imposta di 3mila dollari per le imprese ad ogni nuovo impiego
- riduzione d'imposta per facilitare gli investimenti nelle piccole imprese
Iraq, Iran e Pakistan
Il neo presidente dovrà prendere in tempi rapidi importanti decisioni che riguardano la sicurezza nazionale, dalla guerra in Iraq ... dove gli Usa hanno impegnato 150mila militari ... al programma nucleare iraniano, passando per l'instabilità in Pakistan che contagia l'intera regione.
Il programma di Obama prevede il ritiro dall'Iraq in 16 mesi, ma i vertici militari - Mike Mullen e David Petraeus – hanno pubblicamente dichiarato di opporsi ad un'agenda prestabilita. Il Pentagono ha tuttavia reso noto di voler fare il possibile per assicurare alla nuova amministrazione un efficace passaggio di consegne.
Afghanistan
Obama ha dichiarato di voler rafforzare il contingente americano in Afghanistan, ma i vertici militari hanno fatto sapere che ciò sarà possibile soltanto tagliando le truppe in Iraq. Fonti vicine al Pentagono prevedono l'invio di circa 4mila uomini all'inizio del 2009. Il governo afghano ha manifestato un rinnovato interesse nella riconciliazione con i Talebani: l'amministrazione Obama dovrà decidere fino a che punto supportarla in questa direzione.
Cina e agenda di Doha
L' amministrazione Obama stringerà, con ogni probabilità, la morsa sulla Cina, aprendo la porta a nuove imposizioni sui prodotti cinesi. Non è tuttavia previsto il lancio di nuovi negoziati ... almeno nel primo anno di mandato ... né pressioni particolari per accelerare la conclusione dei lunghi negoziati di Doha.
Embargo a Cuba
Quali misure adotterà la nuova amministrazione Usa rispetto all'embargo a Cuba? Obama ha promesso di «facilitare» le sanzioni «se Cuba muoverà passi significativi verso la democrazia, a partire dalla liberazione dei prigionieri politici». Ma non ha dichiarato di voler porre fine all'embargo, che è in essere da ben dieci mandati presidenziali, sia repubblicani che democratici. E l'Havana per il momento sta alla finestra.
grossi temi? ... grosse decisioni? ... non c'è dubbio ...
... e non c'è dubbio che noi del BelReame ... qualsiasi cosa decida ... saremo nella scia ...
Ecco le dichiarazioni di ieri del "fedele" ReSilvio:
"Giungano a lei dall’Italia, un fedele, sincero e riconoscente alleato degli Stati Uniti che non dimentica il sacrificio dei tanti giovani americani caduti per ridare all’Italia e all’Europa la dignita’ e la libertà, giungano le congratulazioni piu’ cordiali per l’affermazione conseguita al termine di una difficile campagna elettorale dove si e’ confrontato con un competitore di alto rango".
DOMANDA: ma ReSilvio ... non è "amichetto" di Bush? ... e non aveva dichiarato fino a pochi giorni fa che lui, potendo, avrebbe votato per McCain? ... mah !?!
E poi aggiunge: "A nome mio, del Governo e del popolo italiano formulo a lei i più fervidi auguri per lo svolgimento dell’alto compito che la attende. Sono assolutamente certo che l’amicizia e la collaborazione tra i nostri due Paesi continuerà a crescere e a rafforzarsi".
RIFLESSIONE(1): ma quant'è bravo ReSilvio ... a salire sul carro-del-vincitore ... subito si dichiara "amico" e "collaboratore" di chi ha vinto ... mentre appena ieri era "amico" e "collaboratore" (... e "smanioso elettore"...) di chi ha perso ... mah !?! La chiusura, poi, è da vero e proprio Blob ... :"Potrò dargli dei consigli perchè sono più anziano. Aspetto di farlo quando lo potrò abbracciare di persona. Quello che è successo è la dimostrazione della vitalità della democrazia americana"
RIFLESSIONE(2): qui siamo ormai al "calo-delle-braghe" ... con ReSilvio che si "lancia" a voler dare consigli ... e a voler abbracciare "al-più-presto" il vincitore ... con la "slinguazzata finale" sulla vitale democrazia americana ...
Meno male che s'è dimenticato delle sue "Ministre-tutto-fare" ... ci mancava solo che prometteva ad Obama ... una seratina italo-americana ... in compagnia delle nostre "brave-governanti" ...

1 commento:
Stamane,seguendo Omnibus sulla 7,è emerso che il Berlusca ha abbandonato gli apprezzamenti su Mc Cain da qualche giorno,dopo avere visto i risultati di un sondaggio commissionato in Italia.
Risultava che il 70% degli italiani nutriva simpatie per Obama.
Quindi non poteva andare contro il sentimento popolare,abbassando di conseguenza il suo livello di gradimento.
Un giornalista,di cui non ricordo il nome,ha detto che il Silvio sniffa sondaggi tutti i giorni.
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