lunedì 3 novembre 2008

...l'analfabetismo economico...

Da quando Fidel Castro s'è ritirato dalla vita politica attiva ... le sue riflessioni da "grande saggio" sono affidate alla pubblicazione di Lettere sui vari temi che "affliggono" il mondo.

Quella che ho letto stamattina è sulla crisi finanziaria di questi mesi (da leggere tutta, con attenzione, perchè molto "illuminante") :

Chávez ha parlato a Zulia sul "camerata Sarkozy", e l’ha detto con una certa ironia, ma senza intenzione di ferirlo. Anzi, ha voluto piuttosto riconoscere la sua sincerità, quando, nella sua condizione di Presidente rotativo della Comunità di Paese Europei, ha parlato a Beijing.

Nessuno proclamava ciò che tutti i leader europei conoscono e non confessano: il sistema finanziario attuale non serve e bisogna cambiarlo.

Il Presidente venezuelano ha esclamato con franchezza:
"È impossibile rifondare il sistema capitalistico, sarebbe come un tentativo di mettere a navigare il Titanic dopo che sta in fondo dell'Oceano."

Nella riunione dell'Associazione di Nazioni Europee ed Asiatiche, alla quale hanno partecipato 43 paesi, Sarkozy ha fatto confessioni notevoli, secondo i dispacci telegrafici:
"Il mondo va male, affronta una crisi finanziaria senza precedenti per la sua grandezza, rapidità, violenza, e le sue conseguenze sull'ecosistema mettono in questione la sopravvivenza dell'umanità: 900 milioni di persone non hanno i mezzi per alimentarsi. "

E poi:"Quelli che partecipiamo a questa riunione rappresentiamo due terzi della popolazione del pianeta e la metà delle sue ricchezze; la crisi finanziaria cominciò negli Stati Uniti, ma è mondiale e la risposta deve essere mondiale." ... "Il posto per un bambino di 11 anni non è la fabbrica ma la scuola." ... "Nessuna regione del mondo deve dare lezione a nessuno" .. con una chiara allusione alla politica degli Stati Uniti. E alla fine ha ricordato davanti alle nazioni dell'Asia il passato colonizzatore dell'Europa in quel continente.

Il Ministro degli Affari Esteri della Germania, la signora Angela Merkel, ha detto a Beijing che "non poteva prevedersi l'entità e la durata della crisi finanziaria internazionale in corso. Si tratta, né più né meno, della creazione di una nuova lettera costitutiva delle finanze".

Quello stesso giorno si sono diffuse notizie che rivelano l'incertezza generale scatenatasi.
Nella riunione di Beijing, i 43 paesi dell'Europa e dell’Asia hanno convenuto che il FMI dovrebbe svolgere un ruolo importante aiutando i paesi gravemente colpiti dalla crisi, e hanno appoggiato un vertice interregionale nella ricerca della stabilità a lungo termine e dello sviluppo dell'economia mondiale.

Il presidente del governo spagnolo, Rodríguez Zapatero, ha dichiarato che "c’era una crisi di responsabilità nella quale pochi si sono arricchiti e la maggioranza si sta impoverendo" che "i mercati non hanno fiducia nei mercati." Ha invitato i paesi a fuggire dal protezionismo, convinto che la concorrenza farebbe che i mercati finanziari svolgessero il loro ruolo.
Zapatero non è stato ufficialmente invitato al vertice di Washington per l'atteggiamento rancoroso di Bush che non gli perdona il ritiro delle truppe spagnole dall'Iraq.

Il presidente della Commissione Europea, José Manuel Durão Barroso, ha appoggiato la sua avvertenza sul protezionismo.
D’altra parte il segretario generale dell'ONU, Ban Ki- moon, incontrava eminenti economisti per tentare d’evitare che i paesi in sviluppo siano le principali vittime della crisi.

Miguel D'Escoto, ex ministro degli Affari Esteri della Rivoluzione Sandinista ed attuale presidente dell'Assemblea Generale dell'ONU, ha chiesto che la questione della crisi finanziaria non si discuta al G20 tra i paesi più ricchi ed un gruppo di nazioni emergenti, bensì alle Nazioni Unite.

Ci sono dispute a proposito del posto e della riunione dove deve adottarsi un nuovo sistema finanziario che metta fine al caos e all'assenza totale di sicurezza per i paesi. Esiste gran paura che i paesi più ricchi del mondo, riuniti con un gruppo ridotto di paesi emergenti colpiti dalla crisi finanziaria, approvino un nuovo Bretton Woods ignorando il resto del mondo (su Bretton Woods, vedi nota alla fine del post).

Il presidente Bush ha dichiarato che "i paesi che discuteranno qui il mese prossimo sulla crisi globale devono inoltre impegnarsi con i fondamenti della crescita economica a lungo termine: mercati liberi, libera impresa e libero commercio."

Le banche prestavano decine di dollari per ogni dollaro depositato per i risparmiatori. Moltiplicavano il denaro.

Respiravano e traspiravano per tutti i pori. Qualunque contrazione li conduceva alla rovina o all'assorbimento da altre banche. Bisognava salvarli, sempre a costo dei contribuenti. Fabbricavano enormi fortune. I loro privilegiati azionisti maggioritari potevano pagare qualunque somma per qualunque cosa.

Shi Jianxun, professore dell'Università di Tongui, Shanghai, ha dichiarato in un articolo pubblicato sull'edizione esterna del Diario del Pueblo che "la cruda realtà ha portato la gente, in mezzo al panico, a capire che gli Stati Uniti hanno utilizzato l'egemonia del dollaro per saccheggiare le ricchezze del mondo. Urge cambiare il sistema monetario internazionale basato sulla posizione dominante del dollaro."
Brevemente ha spiegato il ruolo essenziale delle monete nelle relazioni economiche internazionali. Così per secoli, nelle relazioni tra Asia ed Europa ... l'oppio fu imposto alla Cina come moneta. Capite, l'oppio ... neanche l'argento, con il quale inizialmente gli spagnoli pagavano i prodotti acquisiti in Cina dalla sua colonia in Filippine, fu più concesso, perché si svalutava progressivamente a causa della sua abbondanza nel cosiddetto Nuovo Mondo conquistato dall'Europa. Oggi i governanti europei sentono perfino vergogna per le cose che avevano imposto alla Cina per secoli.

Le attuali difficoltà nelle relazioni di scambio tra quelli due continenti devono risolversi, secondo il criterio dell'economista cinese, con euro, sterline, yen e yüanes. Non c’è dubbio che la regolazione ragionevole tra quelle quattro monete aiuterebbe allo sviluppo di relazioni commerciali giuste tra Europa, Gran Bretagna, Giappone e Cina.

Nell'attuale situazione, s’incrementa il valore del dollaro per la posizione dominante di questa moneta imposta sull'economia mondiale, giustamente indicata e respinta dal professore di Shanghai.
Numerosi paesi del Terzo Mondo, esportatori di prodotti e di materie prime con poco valore aggiunto, sono importatori di prodotti di consumo cinesi, che normalmente hanno prezzi ragionevoli, e d’apparecchiature del Giappone e della Germania, sempre più cari.

Anche se la Cina ha cercato che di non sopravvalutare lo yüan, come chiedono continuamente gli USA per proteggere le loro industrie dalla concorrenza cinese, il valore dello yüan s’incrementa ed il potere d'acquisto delle esportazioni dei paesi del Terzo Mondo diminuisce.

Alcuni esempi:
Il prezzo del nichel, il nostro principale prodotto d’esportazione, il cui valore ha raggiunto più di 50.000 dollari la tonnellata di recente, negli ultimi giorni oltrepassava appena 8.500 dollari la tonnellata, cioè, meno del 20 % del prezzo massimo raggiunto.
Quello del rame è diminuito a meno del 50%; e così capita con il ferro, l’alluminio, lo stagno, lo zinco e tutti i minerali indispensabili per uno sviluppo sostenuto.
I prodotti di consumo, come il caffè, il cacao, lo zucchero ed altri, oltre ogni senso razionale ed umano, in più di 40 anni hanno appena incrementato i loro prezzi.

Si poteva da tempo dedurre che, come conseguenza della crisi che si avvicinava, i mercati ed il potere d'acquisto dei prodotti dei paesi del Terzo Mondo sarebbe diminuito notevolmente.

In questa circostanza, i paesi capitalisti sviluppati sanno che le loro fabbriche e servizi si paralizzano, e solo la capacità di consumo di gran parte dell'umanità già negli indici di povertà, o sotto di questi, potrebbe mantenerli funzionanti.

Ecco il gran dilemma che pone la crisi finanziaria ... il pericolo che gli egoismi sociali e nazionali prevalgano al di sopra dei desideri di molti politici e statisti angosciati davanti al fenomeno.

Quando un paese lascia dietro l'analfabetismo, sa leggere e scrivere, e possiede un minimo indispensabile di conoscenze per vivere e produrre onestamente, gli mancherebbe vincere ancora la peggiore forma d’ignoranza della nostra epoca: l'analfabetismo economico.
Solo così potremmo sapere quello che sta succedendo nel mondo.

...pensiero al vento...
Tanti concetti molto lucidi ... quelli di Fidel.

Manca ReSilvio? ... non c'è il suo pensiero? ... ma NO, manco c'avevo fatto caso ... sarà forse che per Fidel l'ex-palazzinaro di Arcore manco esiste ?
Di lui (dell'ex-palazzinaro) ... voglio ripescare due brevi stralci da "La vita e le opere":
1981. I giudici milanesi Gherardo Colombo e Giuliano Turone, indagando sui traffici del bancarottiere mafioso e piduista Michele Sindona, trovano gli elenchi degli affiliati alla loggia P2. Ma Berlusconi non subisce danni dallo scandalo che travolge il governo, l'esercito, i servizi segreti e il mondo del giornalismo.

1986. Berlusconi fallisce l'operazione La Cinq in Francia, che chiuderà definitivamente i battenti nel '90. E' Jacques Chirac a cacciarlo dal suolo francese, definendolo "venditore di minestre".
NOTA SU BRETTON WOODS:
La conferenza di Bretton Woods, che si tenne dal al 22 luglio 1944 nell'omonima cittadina appartenente alla giurisdizione della città di Carroll (New Hampshire, USA), stabilì regole per le relazioni commerciali e finanziarie tra i principali paesi industrializzati del mondo.
Gli accordi di Bretton Woods furono il primo esempio nella storia del mondo di un ordine monetario totalmente concordato, pensato per governare i rapporti monetari fra stati nazionali indipendenti.
Mentre ancora non si era spento il secondo conflitto mondiale, si preparò la ricostruzione del capitalismo globale, riunendo 730 delegati provenienti dalle 44 nazioni alleate per la conferenza monetaria e finanziaria delle Nazioni Unite (United Nations Monetary and Financial Conference) al Mount Washington Hotel, nella città di Bretton Woods (New Hampshire). Dopo un acceso dibattito, durato tre settimane, i delegati firmarono gli Accordi di Bretton Woods.
Gli accordi erano un sistema di regole e procedure per regolare la politica monetaria internazionale.
Le caratteristiche principali di Bretton Woods erano due; la prima, l'obbligo per ogni paese di adottare una politica monetaria tesa a stabilizzare il tasso di cambio ad un valore fisso rispetto al dollaro, che veniva così eletto a valuta principale, consentendo solo delle lievi oscillazioni delle altre valute; la seconda, il compito di equilibrare gli squilibri causati dai pagamenti internazionali, assegnato al Fondo Monetario Internazionale (o FMI).
Il piano istituì sia il FMI che la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo (detta anche Banca mondiale o World Bank). Queste istituzioni sarebbero diventate operative solo quando un numero sufficiente di paesi avesse ratificato l'accordo. Ciò avvenne nel 1946.
Nel 1947 fu poi firmato il GATT (General Agreement on Tariffs and Trade - Accordo Generale sulle Tariffe ed il Commercio) che si affiancava all'FMI ed alla Banca mondiale con il compito di liberalizzare il commercio internazionale.

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