Tutti parlano di diritto di voto per gli extra-comunitari, sollevando un gran polverone. In primo luogo occorre ricordare che stiamo parlando di concedere tale diritto per le elezioni amministrative e che tale diritto già oggi è possibile per i cittadini dell'Unione Europea residenti in Italia.
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Dove sarebbe lo scandalo nell'estendere questo diritto anche agli immigrati regolari extracomunitari?.
Stiamo parlando di persone che rientrano nello spazio della cosiddetta 'cittadinanza allargata'. Ci sono diritti inalienabili della persona che vanno al di là del suo passaporto, uno di questi ha il diritto alla partecipazione civica.
Sarebbe uno sbaglio, dal punto di vista della democrazia, privarle del diritto di partecipare ai processi decisionali che riguardano l'asilo dei propri figli, le strade in cui camminano, la casa in cui vivono. Inoltre, pagano regolarmente le tasse, e fin dall'antichità proprio le tasse sono uno dei fattori costitutivi del diritto di rappresentanza politica. Ce lo ricorda lo slogan 'No taxation without representation', con cui i coloni americani chiesero nel 1765 al Parlamento inglese il diritto ad avere un seggio.
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...pensiero al vento...Ho trovato questa sintesi sul Sito di IdV ... che belle le sintesi ... in questo mondo di "chiacchiere inconcludenti" ...
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