mercoledì 16 luglio 2008

...la Revolucion oggi...

Plaza de la Revolucion è il primo posto dell’Havana che ti chiama … al mattino del primo giorno che sei sull’Isola. E’ come volere che tutto cominci da lì … dal viso di Che Guevara intagliato sulla facciata del Ministero degli Interni ... da quel volto che guarda lontano … sulla vastità della piazza spoglia e assolata … percorsa dalle rare auto delle prime ore del mattino … ma, nel corso della giornata, di traffico non ce ne sarà mai molto di più …



Dall’altro capo della Piazza … il monumento, alto come un grattacielo, dedicato al poeta patriota Josè Martì (1853–1895, eroe della lotta di liberazione dal colonialismo spagnolo). Avevo letto poco su Josè Martì prima di partire … ma, una volta lì, ti accorgi che non esiste scuola o edificio pubblico di Havana che non abbia un suo busto, una sua frase … messa in mostra … a protezione delle idee della “Revolucion” … quel che meraviglia di più è che ancora oggi i quotidiani riportano discorsi e commenti “politici” di Martì … per similarità, sarebbe come se i nostri quotidiani ci parlassero ancora delle idee di Mazzini, Cavour o discutessero sulle azioni di Garibaldi … meglio quelli che non le Silviate di ReSilvio? … beh, quasi quasi concordo …

Ma torniamo alla Piazza … quando ci sei, ti sembra come di essere in un posto irreale … fuori dal mondo … piombato all’improvviso in quella che avevi sempre visto come una cartolina …

… e una cartolina sembra oggi anche la “Revolucion” … e ti chiedi chissà cosa ne penserebbe oggi il Che … se vedesse che ne è della sua Cuba … di quel paese per il quale lui, medico argentino in eterna lotta per i suoi ideali, aveva ucciso e rischiato di morire …

Per capire … però … conviene fare un passo indietro nella storia del paese …

COS’ERA CUBA … PRIMA DELLA “REVOLUCION” DEL 1958? … un paese povero e analfabeta … un paese dove, mentre gli americani venivano a villeggiare e speculare, i cubani non sapevano nemmeno leggere e scrivere.

Poi arrivò Fidel, con il Che … per scacciare Batista, il presidente-dittatore che faceva quel che dicevano da Washington … e aprirono scuole dove c’erano caserme … costruirono ospedali e nazionalizzarono industrie e piantagioni … gravi colpe queste ultime … la nazionalizzazione andava infatti a ledere e mortificare gli “interessi” degli USA sull’Isla … gravi colpe … che ancora oggi l’EMBARGO sta provvedendo a “lavare” … (sull’EMBARGO, el Bloqueo, servirà un post dedicato)

La parola “Revolucion” … e l’inimicizia con gli USA … favorirono invece l’amicizia dell’Unione Sovietica … e con essa arrivarono petrolio e scambi commerciali assicurati (con zucchero acquistato e petrolio ceduto ... entrambi a prezzi di favore) …

COS’E’ CUBA … OGGI? … caduto il muro di Berlino e l’impero sovietico … venuti quindi meno quegli appoggi fondamentali … è iniziato per Cuba un lungo e penoso “periodo special” … fatto di restrizioni e razionamenti … e con il turismo a rappresentare l’unica ricchezza del paese … “Il turismo è il nostro petrolio” disse Fidel nei primi anni ’90, quando consentì gli sbarchi degli stranieri sulle bianche spiagge dell’Isla. Un paragone che fece subito presa sui cubani: il petrolio che non arrivava più dalla Russia era una delle principali cause della crisi economica ed energetica … tuttora in corso …

COSA SALVARE OGGI? … le strutture scolastiche sono all’avanguardia … e l’analfabetismo è sottozero: chi ha inclinazioni per l’arte o per lo sport, entra già a cinque anni in una scuola dedicata per imparare le discipline per le quali si sente portato … e l’assistenza sanitaria … che è in grado di garantire una vita media di 75 anni … “un’età incredibile” dicono qui “per un paese del terzo mondo” …

…pensiero al vento…
ECCO IL PUNTO … non dimenticare che Cuba fa parte del terzo mondo … non dimenticare quindi di guardarla e giudicarla … a confronto con gli altri paesi del terzo mondo

... e in questo confronto non dimenticare quali e quante sono le restrizioni imposte dall’EMBARGO

... ma a noi … queste cose … i TG non ce le possono raccontare ... a noi ci devono raccontare che "democrazia è meglio di dittatura" ... che noi siamo ricchi-e-fortunati e loro poveri-e-meschini ... che lì governano i cattivi ... ma che prima o poi "arriveranno i nostri" ... a liberare l'ultimo Fort Apache ...

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