Ci vado perchè l'orario (21:30) è comodo ... e fuori da ogni "problema di lavoro" ...
Poi il film mi era stato suggerito da tutti quelli che (tra amici e colleghi di lavoro) lo avevano già visto (e qualcuno anche più di una volta) ...
LA TRAMA (da http://www.mymovies.it/):Rosalba, tranquilla e dimessa casalinga pescarese, nel corso di una gita turistica, quasi a conferma della sua vocazione all’invisibilità, viene abbandonata in un autogrill.
Potrebbe aspettare che il marito e i figli tornino a prenderla, invece decide di fare da sola e di affidarsi all’autostop: sulla strada di casa, però, decide a sorpresa di proseguire fino a Venezia, arrivando nella città lagunare quasi senza accorgersene.
Ma è pur sempre una madre, dunque provvede a tranquillizzare figli e marito: il nervosismo della risposta la induce a ritardare il ritorno, un’offerta di lavoro nella vetrina di un fioraio anarchico convince Rosalba a prolungare la permanenza. La sera prima la donna, ormai senza soldi, era stata ospitata da un gentilissimo cameriere islandese, in possesso di un lessico forbito che, come scopriremo, è estrapolato dalle pagine dell’Orlando Furioso, di cui il misterioso Fernando conosce a memoria interi brani.
L’assenza della moglie convince il marito ad assumere un corpulento idraulico, patito del giallo, assegnandogli le indagini veneziane: dovrà ritrovare sua moglie e riportarla a Pescara. Purtroppo per lui il detective arriva quasi alla meta, poi a deviarlo dalla vita precedente arriva a ciel sereno il fulmine con la massaggiatrice della porta accanto, la stravagante vicina di Fernando e Rosalba.
La protagonista tornerà ad incupirsi nella vita precedente solo per una voce infondata relativa al figlio minore: i suoi tulipani restano a salutare Fernando, in tutt’altre meditazioni occupato prima dell’arrivo della donna.
Quando l’ultimo petalo cade sul tavolo, non rimane che ‘calare’ negli Abruzzi onde riportarla in laguna.
In fondo è una commedia, e c’è ancora il sogno di una coppia di balera da completare, un happy ending con cui chiudere la vicenda.
UNA DELLE CRITICHE (da http://www.mymovies.it/):
Silvio Soldini dirige in modo impeccabile i tempi di questa insolita storia dalle tinte surreali: una commedia vivacizzata dall’incastro di personaggi perfettamente ‘normali’ con altri assolutamente ‘straordinari’ nella loro atipica normalità: la massaggiatrice Thai, il fiorista anarchico, un cameriere rivestito del formalismo del secolo scorso (o anche più in là).
Poi c’è il lampo a ciel sereno della decisione estemporanea che porta una quarantenne che ancora non sa di essere anche ‘splendida’ tra le luci e le ombre di una Venezia fuori dal tempo per statuto, e dunque dove ancora esiste il tempo dell’attesa, della riflessione, della sospensione, e del sogno.
Perché Pane e tulipani, commedia atipica e dalla coloratissima fotografia, vive anche sul versante onirico, lente riflettente di quanto alla protagonista accade o di quel che inconsciamente ha già deciso di fare.
Un film delizioso, con un proprio ritmo interno, un cast in sintonia con i rispettivi personaggi, una storia assolutamente contagiosa.
...pensiero al vento...
non sono assolutamente d'accordo con le critiche favorevoli ... sia dei miei colleghi ... che dei tanti "critici ufficiali" che osanno questo film ...
PERSONALMENTE ... alla fine della proiezione, sono andato via abbastanza incavolato e contrariato ... ...
MOTIVI ? ... perchè affidare i propri "sogni" a una storia, seppur delicata ... ma pur sempre solo un film ? ... per poi tornarsene a casa ... con questi (sogni) appagati ... e pronti a rituffarsi nel proprio "grigiore" e nelle proprie "insoddisfazioni" quotidiane ?IN DEFINITIVA ... mi sembra che si sfiori l'ipocrisia ... per questo finto appagamento ... affidato a una commedia di 105' ... dove i toni poetici ... a parte forse la scena dei tulipani che appassiscono e perdono i petali col tempo ... sono mediamente carenti ...
CHIUDO con la considerazione che i "sogni" ... andrebbero realizzati nella realtà ... e non seduti a una poltrona di un cinema ...
7 commenti:
A' Nicò, forse avevi sonno verso la fine del film, ma guarda che nella storia di Soldini i sogni vengono proprio realizzati, perché la casalinga di Pescara decide di abbandonare lo squallore della vita precedente, nella quale c'è un marito che non merita e che non la apprezza, che dà per scontate e perfino denigra, irritato, tutte le cose nelle quali lei mette cura e amore: la famiglia. La protagonista ritrova la delicatezza, l'attenzione e infine l'amore, in quel poetico, colto personaggio che è il cameriere islandese; e trova pure degli amici, buoni, semplici e puliti: ti pare poco? Ci vuole coraggio, per cambiare, e lei ce l'ha. Riguardalo, il film, che invece suggerisce messaggi di riflessione sulla vita di ciascuno di noi.
Cara Aira,
il film l'ho visto ben sveglio ... e ho capito anche il finale. Certo lei (la protagonista) ha trovato la forza che dici tu ... ma è pur sempre un film e una storia inventata ... che mi ha lasciato, all'uscita, con un senso di incazzatura interna per quanto di "appagamento fittizio" può dare una storia inventata (che non è quindi la realtà) ... DOMANDA: se lei ha trovato la forza di scappare via per sempre a Venezia ... allora anche il mio sogno di Cuba (per il momento solo "annuale") ... può essere coltivato? ... ma non per farne un film !! Saludos y gracias mil por tu comentario ...
Ho visto il film qualche anno fa e lo ricordo positivamente.
Non condivido le tue considerazioni e mi ritrovo abbastanza in quelle di AIRA.
E' ovvio che,essendo un film,si tratta di storie illusorie,ma questo non impedisce di cercare il senso della vita anche nella realtà.
Elio,
in ogni medaglia ci sono sempre due facce ... io sto guardando in quella dell'effetto anestetico e appagante che può avere una storia come quella vista in un film ... tu e Aira invece guardate nella faccia dove ci sono gli spunti di riflessione e di esempio per la propria vita che la stessa storia può dare ... DICIAMO che sono veri tutti e due ... si tratta solo di un diverso punto di vista ... CAPISCI che la mia visione, in questi giorni di reintregro italico post-cubano, tende a leggere e a temere tutte le "muse" e le "sirene" consumistiche sempre in agguato attorno a noi ... Hola, Nico
Nicola,ho postato in contemporanea con te e,leggendo il tuo post,vedo che nel mio c'è già la risposta alla tua domanda.
Certo che il sogno può essere coltivato.Altrimenti a che servono i sogni?
Nico, sul discorso "sogni" condivido la tua posizione.
I sogni vanno realizzati, sennò restano utopie o, peggio, si trasformano in "pippe mentali".
Non ho mai amato quelli che passano la loro vita a lamentarsi e poi in pratica non fanno nulla per cambiarla.
Il soddisfacimento della loro frustrazione è nel lamentarsi fine a se stesso.
Ci vuole buona dose di coraggio per mettersi in gioco, ma credo alla fine ne valga sempre la pena.
Vivere è sentirsi vivi, e non illudersi di esserlo soltanto perchè i polmoni incamerano aria ed il cuore pompa sangue......
Gianni S.
Gianni,
concordo pienamente con te sul lamentarsi fine a se stesso (mi sto convincendo che sono molti più di quelli che pensiamo i seguaci delle "rivoluzioni" del Sabato sera in pizzeria tra amici ... e poi tutti a casa ... come se la "rivoluzione" si fosse fatta) ... se tu conoscessi il mio amico Isidro di Isernia (scrittore/editore di 67 amante di Cuba da 20 anni) avresti un nuovo punto di riferimento per la vecchiaia ... eheheh ... che tristezza invece mi fanno le "mummie senza fasce" di miei colleghi che, dopo la pensione, "prostituiscono" la loro vecchiaia pur di restare in ufficio ancora per anni ... finchè la "morte fisica" non si aggiunga a quella "mentale" ... Te saludo, Nico
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