giovedì 12 marzo 2009

...come spiegare l'amore per L'Havana...

PREMESSA ... per chi dovesse capitare qui "per caso" ... E PER EVITARE ... ulteriori fraintesi ...

QUELLO CHE SEGUE NON L'HO SCRITTO IO ... ma l'ho trovato per caso sul web ... e lo riporto solo perchè dal testo ... traspira quello che si può provare in giro per Havana ... e che manca nel nostro "mondo dei ricchi" ...

ECCO IL TESTO ...

... il primo impatto di uno "straniero" che arriva all'Havana, e che si innamora dell'Isla Grande ...

La prima sensazione ... arrivando senza il pesante scafandro del turista, che tutto addolcisce e tiene a debita distanza, è la paura.

La paura di una città maestosa e misteriosa dove l'affollamento si divide tra la staticità più immobile e l'affannoso rincorrersi.
La confusione di un idioma sconosciuto ... la diffidenza che porta ad aver paura della gente che ti guarda fisso e ti fotografa con gli occhi e a grande distanza già scopre la tua provenienza senza arrivare a vedere i tuoi tratti somatici, solo attraverso il deambulare o la postura.

Superato questo terribile primo impatto ... che quasi ti costringe a tornare nei giardini recintati proprio a te dedicati, ti fai un pò avanti, ti fai un pò audace.

Personalmente, per scoprire una nuova città preferisco partire dal basso, dai locali più infimi, dai posti meno raccomandabili, dalle stradine più oscure ... e poi d'incanto, il ragazzo di colore dalle fattezze del lottatore greco e dalla faccia segnata dal macete ti propone lo scambio del braccialetto di plastica del medesimo colore chiedendoti il significato delle parole incise sul tuo, dal tavolo di un uomo dal grande sigaro e dall'aspetto del boss malavitoso annoiato arriva un bicchierino di rum, forse a premiare l'audacia dello straniero arrivato fin lì.

Ed appena fuori ... un'altro ti avverte del tuo marsupio aperto e ti raccomanda di starci attento.(sono stato derubato anch'io perchè chi sopravvive rubando non ha nazione e non guarda l'altrui nazionalità).
Ed ancora camminando ... un altro quasi ti salva dal precipitare in una classica buca del marciapiede ... fino ad arrivare ad aiutare una vecchina che ti chiede una mano per attraversare una trafficatissima strada e dopo aver compreso con difficoltà la richiesta, prenderla per mano e fermando le auto portarla sull'altro lato della strada ricevendo il bacio più dolce del mondo.

Per finire a camminare finalmente sciolto in quel fiume umano, a dribblare buche sui marciapiedi, a farti ustionare l'anima reggendo gli sguardi delle donne anche anziane, a vivere l'angoscia e la speranza, l'insoddisfazione e la sommessa ribellione, la noia e l'allegria, il caldo e le tempeste quasi fossi anche tu un cittadino.
E ti trovi il tuo santo personale ... il tuo orisha ... a cui offri le cose che ti piacciono di più, qualche sigaretta, una lattina di birra ... e che spolveri la mattina prima di uscire per strada.

E ti dicono che i tuoi nonni vivevano pressappoco così nel tuo paese, ma io lo posso vedere solo qui, seduto su questa piazza, con alle spalle l'enorme statua di ferro di Don Chisciotte e del suo fido Ronzinante, fumando Popular, e a volte, offrendo Bucanero allo sconosciuto passante.

E soprattutto ti accorgi che la parte più bella di te la lasci sempre lì, dall'altra parte dell'enorme mare ...

...pensiero al vento...

cosa altro aggiungere? ... se non che ... tutto quanto descritto in questo bel testo ... non potrà MAI capirlo ... chi è sempre rimasto qui ... da questa parte dell'enorme mare ...

CHIUDO con una "messaggio-murales" ... e un con video dello scorso Maggio ... live music nella casa particular di "Casa Margot" ... (che sono finalmente riuscito a convertire il .FLV e a caricare su YouTube ... !?!)


2 commenti:

Anonymous ha detto...

La descrizione è realistica,si è solo dimenticati l'aria inquinata dai gas di scarico dei vetusti mezzi di trasporto.
Per godere appieno l'atmosfera avanera,oltre a camminare in lungo ed in largo per la parte vecchia,mi piaceva sedere su di una panchina del Parc central,di fronte all'Ingleterra,dove alloggiavo.
Da quella panchina osservavo i giocatori di domino,i gruppi che discutevano animatamente di pelota le persone che transitavano.
Erano momenti di relax introvabili qui da noi.
Saluti Elio

Elio ha detto...

Nel filmato si vede un Isidro alquanto irrequieto.
E' l'effetto della musica?