Nel post di domenica scorsa pubblicavo la notizia che il 25 gennaio, a Napoli, Silvio verrà premiato dal Senatore De Gregorio e dai "suoi" Italiani nel Mondo quale Orgoglio Italiano.
Riporto oggi la storia di Mario Capecchi (Nobel per la medicina nel 2007) ... tratta da Wikipedia ...
Infanzia
Nato in Italia da Luciano Capecchi e da Lucia "Lucy" Ramberg, Capecchi rimane presto orfano di padre, che verrà dato per disperso in Libia, dove era stato inviato come mitragliere contraereo. La madre, un'artista di origine americana, si fa ben presto notare dal regime fascista: dopo l'emanazione delle leggi razziali, la donna comincia a scrivere opuscoli antifascisti e antitedeschi. Quando Mario aveva cinque anni, Lucia fu prelevata dalla Gestapo e deportata a Dachau come prigioniera politica.
La madre, prevedendo l'accaduto, riesce ad affidare Mario ad una famiglia di contadini, cui aveva dato i mezzi economici per mantenere suo figlio. Ma la guerra consumò rapidamente il denaro destinato a Mario, che un anno dopo viene abbandonato dalla famiglia che non può più mantenerlo. Si reca a piedi o con mezzi di fortuna a Verona alla ricerca del padre che riesce trovare. Rifiutato da questi continua il suo vagabondaggio fino ad entrare in una banda di ragazzini di strada, che sopravvivono rubacchiando. Nel 1945 Mario comincia a stare malissimo, contrae il tifo e, raccolto da un ignoto "samaritano", si ritrova in un ospedale di Reggio Emilia, dove la madre, liberata da Dachau, lo ritrova.
In America
All'età di 8 anni Mario Capecchi si trasferisce negli Stati Uniti insieme alla madre, grazie al fratello della donna, Henry, che insegnava Fisica a Princeton, dove vide Albert Einstein. Mentre la madre comincia a lavorare come interprete negli ospedali del New Jersey e di New York, lui comincia a studiare proprio in questa città, prima di trasferirsi nell'Ohio, dove frequenta l'università presso il piccolo Antioch College e consegue la laurea in chimica e fisica. Viene poi ammesso all'Università di Harvard, dove consegue il PhD in Biofisica nel 1967, ma soprattutto dove incontra uno degli scopritori della struttura del DNA, James Watson, che aveva vinto nel 1962 il Premio Nobel per la medicina e che gli fece da supervisore per la tesi.
Nel 1969 diventa professore assistente presso il Dipartimento di Biochimica della Harvard School of Medicine. Nel 1971 è nominato professore associato. Nel 1973 si sposta all'Università dello Utah. Dal 1988 Capecchi collabora anche con l'Howard Hughes Medical Institute. Oggi è anche membro della National Academy of Sciences ed è Distinguished Professor all'Università statale di Salt Lake City.
Capecchi aveva già conseguito molti riconoscimenti: nel 2002 era stato premiato dal presidente George W. Bush. Nel febbraio 2004 l'Università di Firenze lo aveva insignito della laurea honoris causa in "Medicina e Chirurgia" mentre il 12 maggio del 2007 è la Facoltà di Medicina dell'Università di Bologna ad insignirlo dottore honoris causa in "Biotecnologie mediche". L'assegnazione del Nobel non ha dunque colto di sorpresa la comunità scientifica, che già da tempo utilizzava la sua tecnica di gene targeting per "costruire" topi portatori di mutazioni genetiche.
Gli studi
Capecchi, insieme ai colleghi Martin Evans e Oliver Smithies, è stato insignito del Premio Nobel per la Medicina del 2007 per la messa a punto di tecniche che, attraverso l'utilizzo di cellule staminali embrionali, permettono di generare animali caratterizzati dall'assenza di uno specifico gene. Queste tecniche, dette di gene targeting, hanno portato i tre biologi alla messa a punto del primo topo knockout, nel quale alcuni specifici geni sono stati resi inoperativi.
Tale approccio si è rivelato di fondamentale importanza per lo studio in vivo della funzione dei geni, ed ha avuto un grande successo nella comunità scientifica. Quindi il gene targeting sta contribuendo in modo significativo allo studio di molte malattie come il cancro, oltre che allo studio dei processi di embriogenesi, ed alle discipline dell'immunologia e della neurobiologia.
Capecchi ha anche svolto un'analisi sistematica della famiglia genica Hox nei topi. Tale famiglia genica gioca un ruolo chiave nel controllo dello sviluppo embrionale di tutti gli animali multicellulari.
Nato in Italia da Luciano Capecchi e da Lucia "Lucy" Ramberg, Capecchi rimane presto orfano di padre, che verrà dato per disperso in Libia, dove era stato inviato come mitragliere contraereo. La madre, un'artista di origine americana, si fa ben presto notare dal regime fascista: dopo l'emanazione delle leggi razziali, la donna comincia a scrivere opuscoli antifascisti e antitedeschi. Quando Mario aveva cinque anni, Lucia fu prelevata dalla Gestapo e deportata a Dachau come prigioniera politica.
La madre, prevedendo l'accaduto, riesce ad affidare Mario ad una famiglia di contadini, cui aveva dato i mezzi economici per mantenere suo figlio. Ma la guerra consumò rapidamente il denaro destinato a Mario, che un anno dopo viene abbandonato dalla famiglia che non può più mantenerlo. Si reca a piedi o con mezzi di fortuna a Verona alla ricerca del padre che riesce trovare. Rifiutato da questi continua il suo vagabondaggio fino ad entrare in una banda di ragazzini di strada, che sopravvivono rubacchiando. Nel 1945 Mario comincia a stare malissimo, contrae il tifo e, raccolto da un ignoto "samaritano", si ritrova in un ospedale di Reggio Emilia, dove la madre, liberata da Dachau, lo ritrova.
In America
All'età di 8 anni Mario Capecchi si trasferisce negli Stati Uniti insieme alla madre, grazie al fratello della donna, Henry, che insegnava Fisica a Princeton, dove vide Albert Einstein. Mentre la madre comincia a lavorare come interprete negli ospedali del New Jersey e di New York, lui comincia a studiare proprio in questa città, prima di trasferirsi nell'Ohio, dove frequenta l'università presso il piccolo Antioch College e consegue la laurea in chimica e fisica. Viene poi ammesso all'Università di Harvard, dove consegue il PhD in Biofisica nel 1967, ma soprattutto dove incontra uno degli scopritori della struttura del DNA, James Watson, che aveva vinto nel 1962 il Premio Nobel per la medicina e che gli fece da supervisore per la tesi.
Nel 1969 diventa professore assistente presso il Dipartimento di Biochimica della Harvard School of Medicine. Nel 1971 è nominato professore associato. Nel 1973 si sposta all'Università dello Utah. Dal 1988 Capecchi collabora anche con l'Howard Hughes Medical Institute. Oggi è anche membro della National Academy of Sciences ed è Distinguished Professor all'Università statale di Salt Lake City.
Capecchi aveva già conseguito molti riconoscimenti: nel 2002 era stato premiato dal presidente George W. Bush. Nel febbraio 2004 l'Università di Firenze lo aveva insignito della laurea honoris causa in "Medicina e Chirurgia" mentre il 12 maggio del 2007 è la Facoltà di Medicina dell'Università di Bologna ad insignirlo dottore honoris causa in "Biotecnologie mediche". L'assegnazione del Nobel non ha dunque colto di sorpresa la comunità scientifica, che già da tempo utilizzava la sua tecnica di gene targeting per "costruire" topi portatori di mutazioni genetiche.
Gli studi
Capecchi, insieme ai colleghi Martin Evans e Oliver Smithies, è stato insignito del Premio Nobel per la Medicina del 2007 per la messa a punto di tecniche che, attraverso l'utilizzo di cellule staminali embrionali, permettono di generare animali caratterizzati dall'assenza di uno specifico gene. Queste tecniche, dette di gene targeting, hanno portato i tre biologi alla messa a punto del primo topo knockout, nel quale alcuni specifici geni sono stati resi inoperativi.Tale approccio si è rivelato di fondamentale importanza per lo studio in vivo della funzione dei geni, ed ha avuto un grande successo nella comunità scientifica. Quindi il gene targeting sta contribuendo in modo significativo allo studio di molte malattie come il cancro, oltre che allo studio dei processi di embriogenesi, ed alle discipline dell'immunologia e della neurobiologia.
Capecchi ha anche svolto un'analisi sistematica della famiglia genica Hox nei topi. Tale famiglia genica gioca un ruolo chiave nel controllo dello sviluppo embrionale di tutti gli animali multicellulari.
...pensiero al vento...
anche stavolta il Senatore De Gregorio ha sprecato un'occasione per "riabilitarsi" (se mai lo volesse!) ... il 25 gennaio ahimè gli Italiani nel Mondo (... ma solo quelli che stanno dalla parte di De Gregorio) premieranno Silvio-pifferaio-magico come Orgoglio Italiano ... di sicuro davanti a una platea festante di topi-incantati-e-sventolanti-bandiere-tricolori ... che dire? ... che a tutti i topi-festanti sarebbe utile bloccare il gene-dell'ammastellamento ... lo proponiamo al Dottor Capecchi? ...
Nessun commento:
Posta un commento